Il giro del mondo di Solar Impulse 2, l’aereo solare progettato dai piloti svizzeri Bertrand Piccard e André Borschberg, prosegue a gonfie vele. Il team ha twittato che la seconda tappa del viaggio si è conclusa senza intoppi. Solar Impulse 2, partito da Mascate, nel sultanato dell’Oman, è atterrato ad Ahmedabad (India) ieri alle 23.25 ora locale.

A pilotare l’aereo solare alla volta della città indiana è stato lo stesso Bertrand Piccard che ha dato il cambio ad André Borschberg, pilota della prima tappa del viaggio da Abu Dhabi a Mascate. Nel corso del suo secondo volo, Solar Impulse 2 ha fatto segnare un nuovo record volando per 15 ore di fila.

Per la prima volta l’aereo solare ha sorvolato l’oceano. In tutto la distanza coperta dal velivolo, senza utilizzare nemmeno una goccia di carburante, è di 1.465 chilometri. L’aereo ha volato a un’altitudine di 27 mila piedi.

L’atterraggio è stato reso più semplice dalle buone condizioni meteo. Ciononostante il pilota ha compiuto un’impresa non facile perché l’ampia apertura alare dell’aereo pari a 72 metri, in contrapposizione al peso leggero del velivolo, di appena 2.300 kg, rende complicato atterrare senza danneggiare il carrello. Piccard ha dovuto scendere di quota molto lentamente per non causare danni al mezzo.

Il team di Solar Impulse è determinato a proseguire il suo viaggio a dispetto delle difficoltà per dimostrare che anche volare può diventare più sostenibile. Mentre era in corso la seconda tappa del giro del mondo in aereo solare il team ha spiegato, in un tweet, che Solar Impulse non è solo un aereo, ma è anche e soprattutto un messaggio: il futuro è pulito.

Per permettere al mondo di ammirare da vicino la straordinaria tecnologia alla base dell’aereo solare il tour prevede non a caso tappe intermedie in diversi atenei e centri di ricerca.

Bertrand Piccard ha aggiornato costantemente sulle sue condizioni all’interno della cabina di pilotaggio, non pressurizzata per evitare di sprecare energia. La temperatura all’interno del velivolo è scesa a -5° C. Il pilota svizzero ha fatto notare l’estrema sensibilità dei sistemi di allarme presenti nella cabina che si attivano quando il pilota si rilassa e respira troppo lentamente.

11 marzo 2015
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