I lavori di smantellamento della centrale nucleare di Caorso procedono con buoni risultati. È quanto afferma Sogin, la società statale incaricata di gestire il decommissioning degli impianti nucleari italiani bocciati dai referendum del 1987 e del 2011. Per la precisione a essere stato smantellato è l’edificio della turbina, come spiega la nota ufficiale di Sogin:

Sono terminati nella centrale nucleare di Caorso, la più grande in Italia, i lavori di smantellamento e decontaminazione di altre 6.500 tonnellate di materiali e componenti metallici del ciclo termico dell’edificio turbina.  Durante i lavori sono state effettuate oltre 77.000 misure radiologiche sui materiali smantellati. Questa attività completa lo smantellamento dei componenti  dell’edificio turbina, dopo la rimozione delle turbine e del turboalternatore

Complessivamente ammontano a 9.400 le tonnellate di metallo radioattivo asportato dalla centrale di Caorso dall’inizio dei lavori. Una quantità corrispondente al 62% del metallo originariamente presente nell’impianto, quindi ne resta ancora parecchio da togliere. Va detto, però, che la procedura non è affatto semplice:

Le attività si sono svolte in diverse fasi all’interno della stazione gestione materiali, un’area realizzata e attrezzata  all’interno  dell’edificio turbina, tra le più grandi al mondo. I componenti sono stati separati tra contaminati e non contaminati dopo essere stati ridotti con taglio termico o meccanico in elementi di grandezza non superiore ai due metri, per facilitare le successive operazioni di decontaminazione e rilascio. La decontaminazione è avvenuta con specifici trattamenti di sabbiatura e idrolavaggio.

Ogni elemento, contrassegnato con un codice identificativo e una scheda riassuntiva delle sue caratteristiche radiologiche e delle lavorazioni a cui è stato sottoposto, è stato registrato in un apposito software. Tale procedura consente la tracciabilità di ciascun componente, dal momento dell’emissione della scheda per la sua rimozione fino alla ricezione del documento che attesta il rilascio e  conferimento  finale in fonderia  di ogni singolo elemento. Sono state emesse oltre 13.700 schede sulle 21.300 complessivamente create dall’avvio dei lavori di bonifica del sito.

Caorso è un po’ il simbolo di quanto sia lungo, difficile e costoso smantellare un impianto nucleare. Il decommissioning (attività il cui prezzo non è mai inserito nel rapporto costi/benefici di una centrale da chi la propone) è burocraticamente iniziato nel 2001. Anno in cui il Governo diede il via al cosiddetto “smaltimento accelerato” da parte di Sogin. Una procedura che, in teoria, doveva essere molto veloce ma che, sicuramente, è stata molto più costosa.

Il primo passo è stato quello di consegnare 1032 barre di combustibile nucleare alla Francia per il riprocessamento. L’ultimo carico di combustibile è partito il 20 giugno del 2010, subito dopo è iniziato lo smantellamento vero e proprio che, a 22 anni dalla data di chiusura dell’impianto (primo luglio 1990), ancora non è finito.

13 giugno 2012
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