La polemica al Super Bowl l’ha fatta balzare su tutti i media internazionali: stiamo parlando di Sodastream, azienda israeliana specializzata nella produzione di gasatori ecologici per acqua. E se gli occhi delle telecamere sono puntati su Scarlett Johansson, la bellissima testimonial della società, sui social network gli utenti si chiedono cosa sia questo prodotto e quali i vantaggi sull’ambiente.

Prima di addentrarsi nella spiegazione delle caratteristiche di Sodastream, è utile tratteggiare brevemente i contorni della polemica recente. L’azienda israeliana ha preparato uno spot da trasmettere nell’intervallo di metà tempo del Super Bowl, l’evento sportivo più seguito negli Stati Uniti e sempre veicolo per il lancio di filmati pubblicitari unici, si pensi ad Apple nel 1984 oppure alla recentissima campagna Maserati. Scelta Scarlett Johansson come testimonial, la bella attrice ha mostrato in video il funzionamento dell’innovativo apparecchio, per poi trasformarsi in bomba sexy al grido di “Save the world one sip at a time”, ovvero “Salva il mondo un sorso alla volta”. Peccato però che la frase finale di chiusura dello spot – “Sorry Coke and Pepsi”, “Scusate Coca Cola e Pepsi” – sia stata giudicata anticoncorrenziale dal comitato di regolamentazione pubblicitaria a stelle e strisce. Gli spot comparativi non sono vietati negli Stati Uniti, ma nel caso di Sodastream non sarebbero state sufficientemente elencate le caratteristiche che lo renderebbero migliore rispetto ai prodotti rivali. E, così, lo spot è stato escluso dal Super Bowl.

Sodastream: come funziona

Sodastream non è altro che una colonnina pensata per aggiungere anidride carbonica alla normale acqua del rubinetto. Nel corpo dello strumento è conservata una bombola di gas sostituibile, basta quindi riempire l’apposito contenitore di acqua fresca, premere il pulsante posto sulla superficie superiore del dispositivo e gustare, così, una bibita frizzante. Non solo acqua, però: l’azienda distribuisce anche delle speciali capsule che, aggiunte alla bottiglia già gasata, permettono di realizzare i più svariati drink analcolici. Basta infatti acquistare i cosiddetti concentrati, disponibili ai gusti cola, gazzosa, arancia e limone. Esaurita la bomboletta di anidride carbonica, la ricarica può essere acquistata da uno dei tanti rivenditori autorizzati diffusi anche in Italia, così come riportato sul sito ufficiale.

Vantaggi e svantaggi

Scarlett Johansson per Sodastream

Scarlett Johansson per Sodastream, YouTube

Così come facile apprendere dal funzionamento del prodotto, Sodastream presenta diversi vantaggi, sia economici che per l’ambiente. Dal risparmio della plastica all’autoproduzione casalinga, di seguito una lista dei principali:

  • Rifiuti: con il passaggio dalla tradizione delle bottiglie in vetro a quelle in plastica, più comode per il cliente ed economiche da realizzare, si è aumentato notevolmente il cumulo di rifiuti che ogni singolo produce. Con un sistema come Sodastream, invece, non è necessario acquistare e gettare contenitori su contenitori: riciclo e riuso sono a portata di mano;
  • Trasporto: vi è un costo ambientale che spesso si dimentica quando si fanno acquisti poco mirati al supermercato, ovvero quello connesso al trasporto. Centinaia di camion ogni giorno battono le strade dello Stivale per portare merci alla grande distribuzione e così è anche per l’acqua in bottiglia, che si traduce in emissioni dannose di CO2 e altri inquinanti, oltre al consumo di carburanti derivanti dal petrolio. Con i sistemi di autoproduzione, invece, si taglia questo effetto collaterale;
  • Denaro: dopo l’investimento iniziale – all’incirca 100 euro di gasatore, a cui si aggiungono ricariche da circa 30 euro a cilindro – il costo di Sodastream viene ammortizzato nel tempo. Una cassa di sei bottiglie d’acqua costa al supermercato anche 2,50 euro, mentre gli stessi litri di acqua dal rubinetto comportano una spesa di circa 2 centesimi.

Allo stesso modo, però, vi potrebbero essere anche degli svantaggi dalla scelta di un dispositivo come quello prodotto dalla società israeliana:

  • Plastica e trasporto: seppur notevolmente ridotti in un’ottica ambientale, la produzione di rifiuti in plastica e i costi di trasporto non vengono completamente azzerati. Vi sono capsule e ricariche, che devono essere trasportate al rivenditore e da quest’ultimo al cliente, giusto per fare un’esempio;
  • Compatibilità e acqua: l’acquisto di un prodotto come Sodastream lega l’utente all’azienda, perché raramente produttori concorrenti utilizzano gli stessi standard per l’attacco di bombole, ricariche e contenitori. Inoltre, qualora si vivesse in una zona dove è sconsigliato bere acqua del rubinetto – in gran parte d’Italia comunque potabile – ci si deve dotare di opportuni filtri;
  • Controversie: negli ultimi mesi sono apparse sulla cronaca internazionale delle polemiche inerenti agli impianti Sodastream nei territori occupati della Cisgiordania, dove la manodopera palestinese sarebbe immotivatamente sfruttata.

8 febbraio 2014
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I vostri commenti
Redazione GreenStyle, sabato 8 febbraio 2014 alle15:52 ha scritto: rispondi »

Abbiamo aggiunto in breve la questione nell'articolo, dato l'argomento sentito, ma ovviamente si tratta di una vicenda che va oltre ai temi normalmente trattati da GreenStyle. Grazie a tutti delle segnalazioni.

Marco Grigis, sabato 8 febbraio 2014 alle14:35 ha scritto: rispondi »

Cate, parlo per me e non ovviamente per la redazione di Greenstyle, ma credo che la risposta sia abbastanza semplice: questo è un magazine incentrato su tematiche ambientali, non politiche. Questioni politiche che hanno di certo la mia attenzione e anche della Redazione, ma di cui questa testata solitamente non si occupa: non sarebbe stato, a mio avviso, un buon servizio per i lettori. Mi pare evidente come questo articolo risponda alla domanda "cosa è Sodastream?" a seguito delle curiosità sorte dallo spot Super Bowl e cerchi di spiegare perché questi strumenti, anche di altre marche, siano più amici dell'ambiente rispetto all'uso indiscriminato di bottiglie di plastica. E quali, invece, sono ancora lontani dalla perfezione ambientale. Non si parla dell'azienda, e di conseguenza delle sue opinabili o meno strategie produttive, si parla del prodotto. Meglio lasciare l'approfondimento politico a chi meglio se ne intende. Questa la mia opinione.

cate, sabato 8 febbraio 2014 alle13:22 ha scritto: rispondi »

Mi chiedo per quale motivo non viene neanche minimamente accennato la vera polemica su Sodastream, che è stata riportata sui giornali e TV in tutto il mondo, compreso l'Italia, e cioè la fabbrica della Sodastream in una colonia israeliana costruita illegamente su terra palestinese nella Cisgiordania occupata. Me lo potete spiegare?

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