Si torna a parlare delle Olimpiadi Invernali di Sochi, questa volta con una buona notizia. Giunge dalla Russia, infatti, la storia di una nuova iniziativa di solidarietà per i cani randagi, condannati dall’amministrazione locale allo sterminio perché “negativi per l’immagine di Sochi nel mondo”. E dopo le staffette di salvataggio dal villaggio olimpico a Mosca, arriva l’attività di beneficenza di un miliardario.

Si chiama Oleg Deripaska e, stando alla classifica Forbes, pare sia uno dei nove imprenditori più ricchi al mondo. Di recente ha deciso di investire una parte consistente di denaro per la creazione di un rifugio animale in quel di Baranovka, un piccolo villaggio nelle immediate vicinanze di Sochi. Sono solo 40 i posti ora disponibili, in una piccola recinzione con delle cucce semplici e del tutto accoglienti, ma pare che tanto sia bastato per stimolare una nuova sensibilità fra i cittadini e avviare diversi progetti d’adozione. Così spiega Sonya Turpyetkina, la veterinaria responsabile delle operazioni del neonato canile:

Non vedete cosa sta succedendo qui a Sochi? Continuo a trovare esche avvelenate. Tutto questo è ripugnante, i cani muoiono fra dolori orribili.

Gli ufficiali di polizia locale, tuttavia, negano quanto dichiarato dalla veterinaria: a loro avviso, nessun cane in salute sarebbe stato ucciso, a essere eliminati sarebbero solamente gli esemplari malati o pericolosi. Molte altre associazioni animaliste, tra cui tre attivisti fermati per aver appeso una bandiera sulla Piazza Rossa con la scritta “Olimpiadi di sangue”, negano però le dichiarazioni istituzionali: in corso vi sarebbe un vero e proprio sterminio indiscriminato.

La nascita di questo rifugio si aggiunge alla generosità di un quarantunenne di Mosca, di cui si è parlato a lungo sulla stampa nella giornata di ieri. Igor Ayrapetyan, questo il nome di quel che i social media già considerano come un eroe, da giorni percorre il lungo tragitto che separa Sochi dalla capitale, portando in salvo quanti più esemplari possibili con il suo SUV. Molti i progetti d’adozione andati a buon fine grazie al suo impegno e all’aiuto trovato sui social network.

12 febbraio 2014
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