Dopo le tempeste e gli uragani che si sono abbattuti sull’isola nel 2008, Haiti, come tutti sanno, è stata colpita il 12 gennaio da un catastrofico terremoto di magnitudo 7,3 della scala Richter.

Malgrado le difficoltà e le complicazioni dovute agli effetti rovinosi del sisma la macchina dell’emergenza si è messa in moto trovando un sostegno importante nella tecnologia satellitare.

Le squadre di soccorso possono avvalersi delle immagini in alta risoluzione e delle elaborazioni fornite gratuitamente dall’International Charter on Space and Major Disasters, patto costituito nel 2000 su iniziativa di ESA e CNES cui hanno successivamente aderito Canadian Space Agency (CSA), Indian Space Research Organisation (ISRO), US National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), Argentine Space Agency (CONAE), Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA), British National Space Centre/Disaster Monitoring Constellation (BNSC/DMC), U.S. Geological Survey (USGS) e China National Space Administration (CNSA).

La collaborazione con il progetto SAFER ha consentito al SERTIT di produrre nel giro di 24 ore una mappa con dati raccolti da satellite per aiutare a comprendere l’entità del disastro localizzando le zone e le infrastrutture danneggiate.

Grazie alle informazioni provenienti dallo spazio chi opera sul campo è in grado di rendersi conto delle modifiche del territorio, avere conoscenza delle vie percorribili e dei possibili pericoli collaterali quali frane o smottamenti.

Per gli operatori umanitari, che ricevono il sostegno del programma delle Nazioni Unite UNOSAT, rappresentano un aiuto per identificare le aree da destinare all’assistenza medica e al ricovero delle persone bisognose.

Allo stato, i satelliti attivi per Haiti sono ALOS (Giappone), Spot-5 (CNES), WorldView e QuickBird (Usa), RADARSAT-2 (Canada), ERS-2 ed Envisat (Esa), TerraSAR-X (Germania), COSMO-SkyMed (Italia), KOMSAT-2 (Corea del Sud) e GeoEye-1 (Usa), HJ-1-A/B (Cina).

18 gennaio 2010
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