Il Comune di Torino ha invitato i propri cittadini a non aprire porte e finestre a causa degli elevati livelli di smog. La qualità dell’aria nel capoluogo piemontese risulterebbe al momento compromessa e rappresenterebbe un rischio per la salute pubblica. In particolare a preoccupare è la concentrazione di PM10, che ha toccato quota 110 microgrammi rispetto ai 50 previsti per legge.

L’assesorato all’Ambiente della Giunta Appendino ha invitato i cittadini di Torino a rispettare una serie di indicazioni cautelari per limitare i possibili danni alla salute. Ciò si traduce nella necessità di “evitare l’attività fisica e prolungata all’aperto” e di trascorrere quanto più tempo possibile al chiuso, invito rivolto soprattutto ad anziani e bambini. Altro avviso è quello di non tenere aperte porte e finestra se non strettamente necessario. Come ha sottolineato l’assessore ad Ambiente e Rifiuti Alberto Unia:

Le misure restrittive adottate in questi giorni rispondono in primo luogo alla necessità di tutelare la salute di tutti. Per questo motivo, pur consapevole che occorra sopportare qualche disagio, raccomando di rispettare le disposizioni relative alle limitazioni al traffico e, per quanto riguarda il riscaldamento degli ambienti, ricordo che la temperatura non dovrebbe superare i 19 °C (con tolleranza di 2°C) nelle abitazioni e in spazi ed esercizi commerciali. Per evitare sprechi di energia e ulteriori emissioni inquinanti consiglio inoltre di tenere le porte chiuse.

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Le misure sono scattate al superamento del nono giorno consecutivo di inquinamento atmosferico record, con lo smog che ha ormai ricoperto come una cappa il cielo di Torino. Aumentano nel frattempo le voci critiche nei confronti dell’operato di Chiara Appendino, soprattutto in relazione all’opportunità dei nuovi blocchi auto disposti dalla sindaca torinese. I critichi hanno affermato come tali disposizioni sarebbero inefficaci, visti gli attuali livelli di smog, mentre produrrebbero notevoli disagi ai torinesi.

Non di questo avviso il Comune di Torino, che afferma come alcune particolari condizioni del mese di ottobre abbiano favorito una concentrazione maggiore di smog rispetto ad esempio al 2016 (in media 53 microgrammi nel 2017 contro i 37 dell’anno precedente). La stessa Appendino ha dichiarato:

Stiamo vivendo una emergenza, ma nessuno se ne accorge, perché l’inquinamento, a differenza di altri fenomeni, non si vede, non si tocca. Ma c’è, e mette a rischio la salute dei cittadini.

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Sulla criticità delle condizioni non soltanto di Torino, ma più in generale dello smog nel Nord Italia è intervenuto anche Gian Luca Galletti. Il ministro dell’Ambiente ha sottolineato la necessità di un cambiamento nel meteo, pena il rischio di un inverno “pesante” per le Regioni settentrionali:

La situazione è critica non da quest’anno ma già da decenni. Devo dire che con quello che abbiamo messo in campo negli ultimi anni la situazione e’ sotto il profilo dell’inquinamento migliorata, ma non e’ ancora assolutamente un risultato sufficiente. Lo dico con molta chiarezza: non ho la bacchetta magica, se l’avessi l’avrei già utilizzata, e non c’è un intervento che serva, ma una serie di interventi che messi in campo nello stesso momento da tutti i Comuni e da tutte le Regioni possono servire, ed è quello che abbiamo fatto. Se il clima in pianura Padana non ci darà una mano ci attendono un autunno e un inverno pesanti.

20 ottobre 2017
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