Chi in questi mesi estivi è rimasto in città avrà notato una notevole diminuzione del traffico quotidiano, a tutto vantaggio della propria salute, ma chi si sarà ritrovato in coda, ai semafori o in autostrada, per i cosiddetti “partenze e ritorni in massa”, avrà respirato delle quantità di particolato molto più alte rispetto a chi viaggia nel flusso regolare delle auto. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell’Università del Surrey lo scorso anno e ora danno indicazioni su come difendersi da questa minaccia.

Si tratta di una delle insidie peggiori del nostro secolo: l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha classificato l’inquinamento atmosferico (più intenso nelle città) tra i primi 10 fattori che aumentano la mortalità media. Si parla di 7 milioni di morti premature ogni anno. In Europa sono state 400 mila le persone decedute prematuramente, solo nel 2012, per cause legate alla presenza di un’aria sempre più irrespirabile.

Il team di scienziati, guidati dal Dr. Prashant Kumar, ha scoperto che rimanere in macchina con i finestrini aperti e la ventola dell’aria accesa, in corrispondenza di un semaforo, in cui si crea un minimo di coda e di traffico, espone il guidatore e i passeggeri all’assorbimento di particelle nocive fino a 29 volte la quantità alla quale si sarebbe esposti in condizioni di flusso libero.

A distanza di un anno i ricercatori hanno condotto degli esperimenti per capire come difendersi in queste condizioni: lungo un percorso di 6 km, nel quale si snodavano 10 incroci, sono stati provati 5 diversi tipi di settaggio dell’auto. La soluzione migliore è risultata quella con finestrini chiusi e ventilazione disattivata o con sistema di ricircolo attivato (per esempio quando per il troppo caldo si deve tenere il climatizzatore acceso). In questo modo è possibile ridurre fino al 76% la quantità di inquinanti all’interno dell’abitacolo.

Nello studio, pubblicato quest’anno all’interno del documento dal titolo “Emerging Investigators Issue in the Royal Society of Chemistry’s Journal Environmental Science: Processes and Impact”, si stima che, per chi per lavoro è abituato a stare nel traffico, il 25% delle polveri inalate è dovuto al 2% di tempo totale passato in coda. Il Dr. Kumar spiega:

Ove possibile e condizioni meteorologiche permettendo, quando si è fermi nel traffico o al semaforo, uno dei migliori modi per limitare l’esposizione è tenere i finestrini chiusi, i ventilatori spenti e cercare di aumentare la distanza tra voi e la macchina di fronte.

Se il ventilatore o il climatizzatore deve essere acceso, l’impostazione migliore sarebbe quella del ricircolo all’interno della vettura senza che l’aria venga presa dall’esterno. Ovviamente migliorare l’efficienza dei sistemi di filtraggio dei veicoli in futuro potrebbe portare ulteriore beneficio nel limitare l’esposizione su strada in situazioni del genere.

29 agosto 2016
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