Negli ultimi mesi l’emergenza smog si è fatta sentire in tutta la sua importanza. Eppure non è un problema con il quale lottiamo da mesi, ma da anni, molti anni. Servono evidentemente nuovi strumenti che siano in grado sia di riassumere la situazione attuale, sia di monitorare l’efficacia degli interventi che vengono messi in campo contro l’inquinamento atmosferico.

Con questo scopo ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha realizzato un sistema operativo modellistico, MINNI. Si tratta in realtà di due sistemi interconnessi:

  • Una parte modellistica vera e propria, che ha lo scopo di descrivere i processi chimico-fisici e segue l’andamento delle concentrazioni delle sostanze inquinanti presenti in atmosfera al variare anche delle condizioni meteo. Grazie a questo strumento possono essere realizzate delle mappe orarie che danno conto delle dinamiche dello smog.
  • L’altro è uno strumento di analisi. Si chiama “Gains-Italy” e permette di valutare le azioni che vengono intraprese nella lotta allo smog, determinandone impatti e costi.

MINNI è stato realizzato appositamente per il Ministero dell’Ambiente. Si tratta di un sistema potente, come spiega Gabriele Zanini, responsabile della Divisione ENEA Modelli e tecnologie per la riduzione degli impatti antropici e dei rischi naturali:

Ci dice qual è la natura del fenomeno dell’inquinamento atmosferico, quando e perché si verifica. Indica inoltre l’impatto degli interventi, come ad esempio gli investimenti per ridurre le emissioni di ammoniaca in agricoltura, a beneficio anche dell’abbattimento del particolato atmosferico nella Pianura Padana.

Osservare i dati raccolti da MINNI ci consentirà di capire come il problema della scarsa qualità dell’aria delle nostre città sia molto più variegato di quello che si pensa. Le cause sono molteplici ed è necessario intervenire su tutti i fronti. Secondo Zanini la strada giusta per la risoluzione del problema, prevede la diffusione di:

Stufe di nuova generazione e filtri antiparticolato per l’utilizzo di legna nel riscaldamento domestico e di efficientare il nostro patrimonio edilizio per consumare meno combustibili fossili. Per il settore trasporti è sicuramente importante l’introduzione di autobus meno inquinanti, ma occorre soprattutto ridurre le auto in circolazione e portare dalla gomma al ferro sia il trasporto delle merci che delle persone.

Non possiamo più aspettare per agire. Dati recenti dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) rivelano che nel 2012 in Italia, sono stati 84 mila i decessi ascrivibili alle pessime condizioni dell’aria. Si tratta del 17% del totale in Europa. Di questi il 70% sono legati alla presenza di polveri sottili, il 26% alle concentrazioni di biossido di azoto e il 4% alla presenza di ozono troposferico.

Secondo il rapporto “Economic cost of the health impact of air pollution in Europe” realizzato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) insieme all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), nel 2015 sarebbero stati 1 su 4 i cittadini europei che si sono ammalati o sono morti a causa di queste condizioni.

Non è un problema solo di aria. Uno studio sull’inquinamento urbano condotto dall’ENEA in collaborazione con l’Università di Novi Sad (Serbia) nell’ambito del progetto Urbesoil, rivela che le sostanze inquinanti si depositano al suolo e sull’asfalto e oltre ad essere poi rimobilitate con il vento o il passaggio dei veicoli, vanno ad inquinare anche il suolo.

Sul suolo di Roma sono state trovate sostanze inquinanti risalenti al periodo precedente alle marmitte catalitiche, mentre continuano a depositarsi nuovi microinquinanti come le “terre rare”, che compongono il rivestimento delle marmitte, e metalli pesanti come il platino e il palladio, utilizzati nei catalizzatori.

12 febbraio 2016
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento