Sabato 21 novembre a Roma sono stati rilevati per il dodicesimo giorno di seguito livelli record di PM10 nell’aria. I dati sono stati ottenuti grazie alle centraline di Arpa Lazio sparse per la città, che monitorano il livello di inquinamento atmosferico della Capitale.

Nell’ultimo periodo le centraline di Roma hanno registrato livelli di smog superiori a quelli consentiti dalla legge (50 µg/m³) per 12 giorni consecutivi in vari punti di misurazione. Alla Bufalotta si è arrivati ai 52 µg/m³, a Preneste ai 53 e a Cinecittà ai 51. Qui tra l’altro è stato raggiunto il 34esimo superamento nell’arco di tutto il 2015, a fronte di un limite massimo di 35 superamenti consentiti in un anno dalle normative UE.

Il 15 novembre l’amministrazione romana aveva deciso per il blocco totale del traffico, mentre il 16 e il 17 novembre sono state applicate le targhe alterne, ma il problema del picco di smog nella Capitale non è stato risolto.

Le previsioni meteo parlavano di precipitazioni in arrivo per metà settimana, che avrebbero aiutato a risolvere la situazione, ma la pioggia è arrivata solo sabato e per il resto della settimana ai cittadini non è rimasto che inalare un’aria alquanto malsana. Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio, spiega che l’azione per rimediare ai livelli tossici raggiunti in questi giorni, deve continuare fino a fine anno:

Ora e fino a fine anno bisogna impedire che si ripetano superamenti attuando il Piano Regionale di risanamento della Qualità dell’Aria, mettendo quindi di nuovo in campo targhe alterne e blocchi totali, considerando anche che quelli rivolti ai soli veicoli più inquinanti non hanno sortito alcun buon effetto. Bisogna pensare prima di tutto alla salute dei cittadini, facendo di Roma una città vivibile e bella, a misura d’uomo e di bambino.

23 novembre 2015
In questa pagina si parla di:
Immagini:
Lascia un commento