Smog: 1,6 milioni di morti premature all’anno in Cina

Nonostante i progressi compiuti per ridurre lo smog la Cina registra 1,6 milioni di morti premature all’anno a causa dell’inquinamento atmosferico. Lo riferisce il Health Effects Institute (HEI) in un nuovo rapporto diramato nelle scorse ore, che spiega anche come i decessi potrebbero comunque aumentare a causa di diversi fattori.

Come riporta Reuters la Cina ha tagliato le concentrazioni di particelle pericolose conosciute come PM2,5 del 6,5% in 338 città l’anno scorso, e anche le regioni settentrionali soggette allo smog hanno raggiunto gli obiettivi di qualità dell’aria imposti nel Paese entro il 2017. Alla fine dello scorso mese una tempesta di sabbia proveniente dalla Mongolia ha abbassato però notevolmente la qualità dell’aria che si respira.

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I valori di PM10 hanno raggiunto quasi i duemila microgrammi per metro cubo di aria e quelli di PM2,5 sono a quota duecento microgrammi. Significa che tali valori sono circa di otto volte oltre la soglia di sicurezza fissata dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Il nuovo studio ha dimostrato tuttavia che le morti potrebbero ancora aumentare nella popolazione cinese più anziana e a ogni modo la qualità dell’aria complessiva rimane al di sotto degli standard nazionali. Secondo il presidente della HEI Dan Greenbaum:

Le persone vivono più a lungo e le persone anziane sono più sensibili alle malattie più strettamente legate all’inquinamento atmosferico, le principali cause di morte in Cina come ictus, infarto e cancro ai polmoni.

18 aprile 2018
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