L’inquinamento uccide. Esattamente come le sigarette, l’aria inquinata comporta malattie diffuse nella popolazione che possono compromettere l’aspettativa di vita. Questo aspetto però non rappresenta tanto una novità, era risaputo che l’inquinamento mettesse a rischio la vita delle persone. Quello che però sorprende è l’entità della riduzione dell’aspettativa di vita. Nelle città italiane più inquinate, Milano e Torino, si possono perdere dai 2 ai 3 anni di vita, secondo lo studio pubblicato oggi da un gruppo di specialisti riuniti nell’Associazione lotta alla trombosi.

Durante il convegno che si è tenuto ieri i medici hanno condiviso dei dati sconcertanti. In tutto il mondo l’inquinamento atmosferico provocherebbe 3 milioni di morti ogni anno. Secondo le statistiche in tutto il pianeta muoiono 53 milioni di persone all’anno, il che significa che l’inquinamento potrebbe essere una delle cause principali. Il motivo è noto: l’aria inquinata provoca il cancro, ma anche malattie respiratorie come asma e polmoniti, trombosi, infarto, ictus ed embolia polmonare.

Le istituzioni devono passare subito ai fatti. Cambiare stile di vita è un’urgenza. Per contrastare questi numeri non ci sono ricette particolari, bisogna ridurre il traffico e considerare il ruolo non trascurabile dell’inquinamento nelle case.

afferma Pier Mannuccio Mannucci, direttore scientifico della Fondazione Ca’ Granda. Per la precisione le particelle sottili contenute nell’aria aumentano di un quarto la probabilità di ammalarsi di infarto e di un terzo di ictus. La situazione si fa ancora più grave nella Pianura Padana dove, a causa della conformazione geografica, gli agenti inquinanti sono destinati a ristagnare, aumentandone le concentrazioni nonostante i tanti tentativi come l’istituzione dell’Area C o le limitazioni al traffico.

Per questo e altri motivi in una città come Milano un aumento di 10 micron per millimetro cubo di PM10 provoca l’incremento degli infarti del 20%. Ciò significa che nel capoluogo lombardo ogni anno muoiono circa 230 persone a causa dello smog. Numeri simili si registrano anche a Torino, mentre a Roma la situazione è meno tragica in quanto, seppur molto trafficata, è una città anche più ventilata e dunque l’aria inquinata ristagna meno.

L’appello che i medici ora fanno è rivolto direttamente all’Unione Europea affinché prenda provvedimenti seri per ridurre drasticamente le emissioni, in particolare quelle domestiche. E la grande opportunità arriva adesso, con il semestre di presidenza italiano.

6 febbraio 2014
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I vostri commenti
Ivo allegrini, martedì 18 febbraio 2014 alle18:38 ha scritto: rispondi »

Sembra che il traffico nella Regione Lombardia sia responsabile per il25-30 percento delle polveri sottili e molto meno per l'esposizione complessiva. Ergo: perché' non insistiamo per abbattere anche le altre sorgenti?

aldo di giulio, venerdì 7 febbraio 2014 alle13:31 ha scritto: rispondi »

Sarebbe necessario ragionare e informare su quali sostanze presenti nel PM 10 e PM 2.5, sono maggiormente responsabili degli eventi di mortalità delle particelle fini.

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