L’Italia è tra le nazioni peggiori d’Europa per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico. Smog e polveri sottili si confermano a livelli troppo elevati secondo le analisi condotte dall’UE nel periodo 2010-2011. Il nostro Paese condivide ad esempio con Turchia, Polonia, Slovacchia e area balcanica lo scomodo primato di sforamenti nei limiti di PM10.

Inquinamento atmosferico che non risparmia l’Italia anche per quanto riguarda le polveri PM2,5, maglia nera in questo caso condivisa con Bulgaria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia. Non si ferma qui purtroppo l’elenco, considerando che l’Italia si è posizionata in fondo alle classifiche anche per quando riguarda il monossido di carbonio e l’ozono. Preoccupazione espressa dal direttore esecutivo dell’European Environment Agency (Agenzia UE per l’Ambiente) Jacqueline McGlade, specialmente per quanto riguarda le regioni del Nord:

Il problema è legato alla topografia della regione, ma anche al fatto che l’Italia è un crocevia per le masse d’aria generate dai trasporti a lungo raggio ad Est, oltre a quello che viene generato in situ. Penso che questo comporti una responsabilità speciale per il Nord Italia: non solo controllare molto bene le emissioni industriali, ma anche piani urbani, trasporti locali, trasporto merci e ferrovie.

Sulla stessa linea sembra trovarsi Legambiente, che vede nella bocciatura italiana l’indice di un’emergenza da risolvere al più presto, con interventi decisi, concreti e strutturali:

Per porre un freno all’inquinamento atmosferico in città è indispensabile adottare misure più concrete, strutturali ed efficaci come l’incremento del trasporto pubblico locale e del servizio ferroviario per il trasporto pendolare, il pedaggio urbano, l’estensione delle zone 30 e delle aree pedonali, delle corsie preferenziali per i mezzi pubblici e favorire l’incremento degli spostamenti in bicicletta lungo le strade cittadine. La soluzione è dunque possibile, ma richiede più coraggio da parte degli amministratori, e più responsabilità da parte dei cittadini.

Direzione che sembra tuttavia essere già negli orientamenti quantomeno del Commissario UE all’Ambiente, Janez Potocnik. Secondo quanto affermato dallo stesso responsabile per l’ambiente europeo, il prossimo anno sarà cruciale per affrontare in maniera più stringente e attenta alla salute pubblica il problema dell’inquinamento.

Potocnik ha affermato come oltre l’80% degli cittadini UE sia esposto a livelli di inquinamento inaccettabili, in particolare di PM10 e PM2,5, sui quali si dovrà intervenire in maniera netta:

Il 2013 sarà l’anno dedicato alla qualità dell’aria. L’81% dei cittadini UE è esposto a livelli di inquinamento più elevati rispetto ai limiti raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanita. È arrivato il momento di aggiornare e rafforzare le regole.

25 settembre 2012
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