Italia in fondo alla classifica europea per quanto riguarda i livelli di smog. Stando a quanto reso noto da Legambiente le polveri sottili nel nostro Paese raggiungono soglie molto elevate, paragonabili soltanto a quelle registrate in Polonia, Slovacchia, Turchia e nei Balcani. Negativa la situazione lungo la Penisola italiana anche per quanto riguarda “ozono e ossidi di azoto”.

I livelli di smog in Italia sarebbero inoltre superiori ai limiti stabiliti dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), questo secondo quanto riportato dall’EEA (Agenzia dell’Ambiente europea) nel rapporto “Air Quality in Europe 2013″. Il documento raccoglie i dati riferiti al 2011 e getta una pesante ombra sulla qualità dell’aria in alcune zone europee.

Dati che confermerebbero il crescente pericolo legato all’inquinamento dell’aria secondo quanto affermato da Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente:

I dati diffusi oggi confermano quello che Legambiente sostiene da anni: l’inquinamento dell’aria resta uno dei principali problemi per la salute delle persone e per la salvaguardia dell’ambiente. Una vera e propria emergenza che colpisce anche e soprattutto il nostro Paese. I dati relativi allo scorso anno di ‘Mal’aria’ confermano la stessa situazione critica: su 95 città italiane monitorate da Legambiente, 51 hanno superato il bonus di 35 giorni di superamento stabilito dalla legge per il PM10. L’area della Pianura Padana, come risulta anche dal report dell’Agenzia europea dell’ambiente, si conferma come una delle più critiche.

Le cause dell’inquinamento atmosferico sono chiare e conosciute da tempo. Sono il trasporto su strada, i processi industriali e di produzione di energia e i riscaldamenti domestici. Per arginare l’emergenza smog serve una nuova strategia che intervenga sui settori più inquinanti, a partire da quello dei trasporti.

Su questo in Italia serve una nuova capacità politica che invece di guardare alla realizzazione di inutili infrastrutture punti, attraverso interventi immediati e mirati, su una mobilità sostenibile basata su trasporto pubblico efficiente, mobilità pedonale e ciclabile e trasporto su ferro per ridurre il parco auto circolante, che nel nostro Paese raggiunge da sempre livelli da primato rispetto al resto d’Europa.

Necessario quindi un pacchetto di interventi a livello europeo per arginare il fenomeno e rilanciare la spinta al miglioramento della qualità dell’aria.

Tre le proposte sulle quali l’associazione ambientalista preme in misura maggiore, al fianco di altre ONG europee: la rapida e netta riduzione per quanto riguarda le emissioni di CO2 e le concentrazioni di particolato nell’aria (PM10 e PM2,5) attraverso limiti più stringenti; normativa di settore per affrontare il probmea su larga scala, dal trasporto all’agricoltura passando per l’utilizzo di solventi; adozione di normative a livello europeo più severe e in linea con le raccomandazioni provenienti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

16 ottobre 2013
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