Uno studio appena presentato dall’American Association for Aerosol Research durante un incontro ad Orlando, condotto dalla Pitt Public Health, rivelerebbe, dopo l’analisi di 217 famiglie site in 6 delle contee del sud-ovest della Pennsylvania, che una delle cause dell’aumento dei casi di autismo sarebbe l’inquinamento atmosferico.

Quando si parla di autismo si intendono i “Disturbi dello Spettro Autistico” (DSA), disturbi neuro-psichiatrici che interessano la funzione cerebrale e comportano una diminuzione dell’integrazione socio-relazionale e della comunicazione. Di solito i primi segnali si manifestano già a pochi anni di vita. Le cause sono ad oggi sconosciute, ma si attribuiscono a fattori neurologici e psicoambientali acquisiti.

La novità di questo studio consiste nell’aver scandagliato i dati relativi alla composizione dell’aria, negli ambienti di vita dei pazienti analizzati. I casi affetti da DSA sono stati paragonati con due gruppi di famiglie con bambini sani, nati nello stesso periodo (tra il 2005 e il 2009) e all’interno delle stesse sei contee (Allegheny, Armstrong, Beaver, Butler, Washington e Westmoreland).

I risultati hanno dimostrato che i bambini che durante la gravidanza e nei primi due anni di vita erano stati esposti a livelli più elevati di due sostanze in particolare, stirene e cromo, presentavano un rischio 1,4 volte maggiore, di presentare la patologia, rispetto ai bambini che avevano subito una minore esposizione. Questo a parità di età, razza, livello di istruzione e stili di vita delle madri.

Le sostanze incriminate sono entrambe legate a lavorazioni industriali molto comuni. Il cromo è un metallo pesante e in alcune sue forme di ossidazione risulta particolarmente tossico. La sua presenza nell’aria è dovuta di solito, a processi industriali che forniscono resistenza alla corrosione e un rivestimento lucido all’acciaio. Lo stirene è un idrocarburo aromatico, tossico e infiammabile. Viene utilizzato per la produzione di materie plastiche e vernici, ma è anche uno dei prodotti della combustione della benzina nei motori delle automobili.

Ci sarebbero poi altri composti individuati nel 2005 dal “National Air Toxics Assessment” (NATA), dell’Environmental Protection Agency, come responsabili di alterazioni del sistema endocrino o problemi di sviluppo neurologico, e cioè cianuro, cloruro di metilene, metanolo e arsenico. Tutti utilizzati in diversi settori industriali e presenti nel gas di scarico delle automobili.

La ricerca ha avuto inizio in seguito ad un allarmante moltiplicarsi dei casi di autismo negli ultimi due decenni, aumentati di ben otto volte: ne viene colpito un bambino su 68. Secondo quanto ha riferito Evelyn Talbott della Pitt Public Health:

I disturbi dello spettro autistico sono un grave problema di salute pubblica, e la loro diffusione è aumentata drammaticamente

La stessa Talbott ha poi aggiunto:

Il prossimo passo sarà la conferma ai nostri risultati con gli studi che misurano la specifica esposizione agli inquinanti atmosferici a livello individuale, per verificare queste stime effettuate con modelli dell’Environmental Protection Agency.

24 ottobre 2014
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