L’esposizione allo smog in gravidanza potrebbe aver gravi effetti sulla salute dei primi anni di vita del bambino. È quanto emerge da una ricerca condotta dalla Los Angeles School of Public Health dell’Università della California, che dimostrerebbero come i gas nocivi emessi nelle città possano aumentare il rischio di tumore nei bimbi.

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I ricercatori hanno analizzato i dati provenienti da bambini affetti da cancro e di età inferiore ai sei anni, per poi confrontarli con il loro tasso di esposizione allo smog. La ricerca dimostrerebbe come maggiore sia l’esposizione allo smog, ovvero più i bambini vivono nelle città a più alto traffico stradale, maggiori sono le chance di ammalarsi di leucemia linfoblastica acuta, tumori ai testicoli o alle ovaie e tumori agli occhi.

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Sebbene lo studio non abbia ancora fornito la reale connessione tra esposizione all’inquinamento e aumento del rischio di cancro, come riporta l’esperta in epidemiologia Julia Heck si tratta al momento di una ricorrenza statistica e serviranno ulteriori indagini per confermarne il collegamento, vi è preoccupazione sugli esiti della ricerca.

Rubin Cohen, direttore dell’Adult Cystic Fibrosis and Bronchiectasis Center del Long Island Jewish Medical Center di New York, invita però alla cautela rispetto agli esiti dello studio. Se ne saprà di più quando i collegamenti saranno evidenti, al momento lo smog influenzerebbe più altre patologie che lo sviluppo del cancro:

C’è un collegamento tra inquinamento dell’aria e altre patologie. Sappiamo che lo smog causa ad esempio l’asma, un problema probabilmente più reale della questione del cancro.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità da anni studia gli effetti dell’esposizione allo smog per bambini e adulti e, a quanto pare, sembrerebbe esistere una correlazione tra inalazione dei gas di scarico con alcuni tumori dei polmoni e del sangue. In linea puramente teorica, perciò, le donne incinte che vivono nelle grandi città o di strade altamente trafficate rischiano maggiormente rispetto a chi vive in campagna o in aree a basso transito di automobili.

Come ricordato poc’anzi da Cohen, però, è meglio evitare allarmismi eccessivi: vi sono ben altri comportamenti che mettono a rischio il feto durante la gravidanza e nei suoi primi anni di vita, dal fumo di sigaretta all’alimentazione sregolata.

17 aprile 2013
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