Smog: in Cina 9 mila morti nel 2012

L’inquinamento ha ucciso in Cina quasi 9 mila persone nel 2012. I dati sono contenuti in uno studio realizzato dalla Scuola di Sanità pubblica dell’Università di Pechino, in collaborazione con Greenpeace. Quattro le grandi città cinesi prese in esame dalla ricerca: Pechino, Shanghai, Guangzhou (la ex Canton) e Xi’an.

Stando al rapporto durante l’anno in corso sarebbero decedute nelle quattro città a causa dello smog 8.572 persone. Sotto accusa l’alta concentrazione di particolato di diametro inferiore ai 2,5 micron. In base a quanto affermato dai tossicologi la costante esposizione a questo tipo di particelle rappresenta un fattore di rischio per l’insorgere di malattie cardiovascolari e per lo sviluppo di forme tumorali.

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Lo studio sottolinea poi l’assoluta importanza della riduzione dei livelli di particolato nell’aria delle città, tale da consentire in caso di rispetto delle soglie di guardia stabilite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (10 microgrammi per metro cubo) di ridurre la mortalità connessa dell’80%. Inquinamento che ha comportato ingenti costi umani, così come economici: persi a causa dello smog 6,8 miliardi di Renmimbi Yuan cinesi (circa 700 milioni di euro).

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Critica la posizione di Greenpeace, espressa dalle pagine del sito dell’associazione da Zhou Rong, uno degli attivisti impegnati nella campagna “PM2.5: Measuring the human health and economic impacts on China’s largest cities”:

Le PM2.5 stanno mettendo in serio pericolo la salute ogni giorno, ma il peggio è che con gli attuali piani ufficiali avremo bisogno di aspettare 20 anni per raggiungere gli standard nazionali, livelli comunque rischiosi rispetto a quelli indicati dall’OMS.

19 dicembre 2012
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