Smog, Greenpeace: diesel inquina aria dei bambini a Torino

L’aria nei pressi delle scuole di Torino è a rischio per colpa dello smog. A lanciare l’allarme è Greenpeace, che dopo le precedenti analisi condotte a Milano ha ripetuto il procedimento anche nel capoluogo piemontese. Al centro del mirino ancora una volta le emissioni delle auto motorizzate diesel, che inquinerebbero le aree vicino agli istituti scolastici.

Per valutare la presenza di smog nei pressi delle scuole di Torino gli attivisti di Greenpeace hanno provveduto a effettuare dei rilevamenti in una fascia oraria prestabilita, come per Milano dalle 7:30 alle 8:30. I risultati non sono stati incoraggianti dal punto di vista sanitario, con una concentrazione media, in 10 scuole su 10, di biossido di azoto (NO2) nettamente superiore ai limiti raccomandati dall’OMS (40 μg/m3, microgrammi per metro cubo).

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Il valore orario più basso registrato nel capoluogo piemontese è stato di 70,9 μg/m3, il più alto 108,8 μg/m3 (con punte di 123,3 μg/m3). Come ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia:

La situazione riscontrata nelle scuole torinesi, all’orario della prima campana, è sin qui la peggiore emersa dai monitoraggi che Greenpeace sta facendo nelle quattro città italiane maggiormente interessate dalla concentrazione di biossido di azoto. I valori di NO2 registrati a Torino sono più alti di quelli misurati, con identica metodologia e apparecchiatura, presso le scuole di Roma e Milano. Nel loro complesso segnalano non solo un grave problema di qualità dell’aria, quanto un’emergenza sanitaria che esige soluzioni urgenti.

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Secondo l’associazione sono quattro le città in cui il problema dello smog causato dai diesel è più sentito: Roma, Torino, Milano e Palermo. Proprio per dicembre è previsto un incontro con l’amministrazione comunale torinese. Come ha concluso Boraschi:

Torino deve cominciare presto a discutere di una data oltre la quale i diesel non potranno più circolare. Città come Parigi, Copenaghen, Madrid, Atene, Stoccarda e altre ancora, che spesso mostrano livelli di inquinamento minori, stanno scrivendo oggi la data oltre la quale i veicoli più inquinanti non potranno più circolare. È una decisione importantissima, che va presa presto, perché deve servire a orientare i consumatori nelle loro scelte di mobilità per i prossimi anni.

4 dicembre 2017
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