L’emergenza smog si fa sempre più critica, anzi sta diventando cronica. Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti fa il punto della situazione e trova le cause nei cambiamenti climatici. Spiega come l’Italia sia soggetta sempre di più a cappe in cui si concentra l’inquinamento atmosferico causate dalla siccità. Quest’ultima si alterna ad alluvioni che creano ingenti danni anche in relazione al fenomeno del dissesto idrogeologico. Con l’occasione Galletti ha annunciato anche che a breve saranno disponibili per i Comuni i fondi per intervenire su questi problemi.

Nelle prossime settimane è prevista la convocazione di un “tavolo verde” durante il quale sarà annunciato alle amministrazioni locali, l’uscita del bando necessario per l’erogazione dei fondi. Galletti descrive sul sito del Ministero dell’Ambiente, in cosa consistono le risorse che verranno erogate:

In totale stiamo parlando di oltre 1,3 miliardi di euro, più le misure previste nella legge di stabilità: 35 milioni per la mobilità sostenibile (per gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro, e per il bike e car sharing), 50 per la realizzazione di colonnine per la ricarica elettrica delle auto, 70 per la riqualificazione degli edifici della pubblica amministrazione centrale, 25 per il fondo congiunto ambiente-sviluppo destinato all’efficienza energetica degli edifici pubblici, 250 milioni destinati alle Regioni per l’acquisto di mezzi pubblici ecologici, altri 91 in tre anni per la mobilità ciclabile, previsti dalla legge di Stabilità.

A questi vanno aggiunti i 250 milioni destinati alla scuola e i 900 milioni annui in dotazione previsti dal decreto interministeriale che disciplina il nuovo Conto Termico. Senza dimenticare la proroga dell’ecobonus al 65%, che mobilita altri milioni per la ristrutturazione energetica degli edifici privati. Inoltre, entro fine anno, insieme agli enti locali metteremo in campo altre risorse destinate specificatamente al settore ambientale. Quanto al dissesto idrogeologico, solo quest’anno abbiamo impegnato 800 milioni, già conferiti alle Regioni.

Un’azione a 360 gradi dunque, perché per ridurre lo smog che attanaglia le nostre città serve agire su più fronti. Secondo il ministro non sono le auto le uniche colpevoli di questa situazione, anche il riscaldamento domestico e i mezzi pubblici cittadini, spesso troppo datati e inquinanti, ne sono corresponsabili, quindi ogni ambito ha bisogno di un’azione decisa.

Pensando al lungo periodo Galletti sostiene che non bastano misure una tantum, bisogna individuare la direzione giusta e procedere. Magari a piccoli passi, ma andando sempre avanti e si dichiara soddisfatto della strada che il nostro Paese ha intrapreso negli ultimi anni, anche per la coerenza rispetto agli impegni presi durante la COP21 di Parigi:

D’altronde, siamo stati determinanti come Italia e come Europa per raggiungere l’accordo sul clima di Parigi, ora dobbiamo dimostrare che non abbiamo firmato solo un pezzo di carta, ma stiamo facendo tutto il possibile per raggiungere gli obiettivi fissati dalla COP21. Mi sembra che ci stiamo muovendo bene, con molta determinazione.

26 febbraio 2016
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, sabato 27 febbraio 2016 alle23:03 ha scritto: rispondi »

Caro Galletti , meno promesse e più azioni concrete .

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