L’esposizione a livelli elevati di inquinamento atmosferico è associata a un aumento del rischio di autismo. A fare luce sulla relazione tra smog e disturbi dello spettro autistico è stato un recente studio effettuato da un’équipe di ricercatori americani della University of Pittsburgh Schools of the Health Sciences.

La ricerca, finanziata dalla Heinz Endowments e pubblicata sulla rivista Environmental Research, svela che nei primi due anni di vita i bambini nati da madri esposte alle polveri sottili in gravidanza corrono un maggiore rischio di sviluppare autismo.

I disturbi dello spettro autistico colpiscono un bambino su 68. Trovare le cause dell’autismo è fondamentale perché al momento non esistono cure definitive, ma solo terapie che rendono più accettabile la qualità della vita dei pazienti. A ricordarlo è Evelyn Talbott, una delle firme dello studio, sottolineando che l’autismo purtroppo affligge i pazienti per tutta la durata dell’esistenza. L’unico modo per limitare i danni è agire sul fronte della prevenzione.

I ricercatori hanno analizzato un campione di famiglie di sei contee della Pennsylvania molto inquinate: Allegheny, Armstrong, Beaver, Butler, Washington e Westmoreland. In tutto sono state prese in considerazione 211 famiglie con bambini autistici e 219 famiglie con bambini sani nati tra il 2005 e il 2009.

Gli esperti hanno preso in esame i luoghi in cui hanno vissuto le madri prima, durante e dopo la gravidanza, utilizzando un modello che calcola l’esposizione degli individui alle polveri sottili.

Lo studio ha rivelato che i bambini nati da madri esposte a livelli alti di PM 2,5 erano 1,5 volte più a rischio di sviluppare autismo, anche dopo aver escluso altri fattori di rischio noti dei disturbi dello spettro autistico, come la giovane età delle madri, il fumo e l’educazione.

Questi risultati, secondo gli scienziati, confermano quanto appurato da altri studi che hanno indagato il legame tra polveri sottili e autismo. Il particolato 2,5 è molto pericoloso perché può penetrare facilmente nell’organismo tramite le vie aree superiori per via del diametro molto sottile.

I ricercatori spiegano che occorrono ulteriori studi su larga scala per accertare il nesso tra polveri sottili e autismo. Nel frattempo è importante compiere ulteriori sforzi per ridurre lo smog nelle aree urbane, tutelando la salute dei soggetti più vulnerabili, come le donne incinte e i futuri nascituri.

22 maggio 2015
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