È un quadro preoccupante quello che dipinge un nuovo studio condotto dai ricercatori della University of Southern California. Si mette in relazione la presenza di polveri sottili nell’aria con l’insorgere di demenza senile e altri disturbi neurodegenerativi come il morbo di Alzheimer. A causare le patologie sarebbero le PM2.5, ovvero le particelle emesse in gran parte da impianti industriali e mezzi di trasporto come le automobili.

Particolarmente esposte al pericolo le donne anziane che risiedono in luoghi dove lo smog supera in modo continuativo le soglie d’allarme stabilite dalla U.S. Environmental Protection Agency. Si parla di un rischio incrementato dell’81% per quanto riguarda problemi di natura cognitiva e addirittura del 92% per le forme di demenza.

Rapportando i risultati emersi dallo studio alle statistiche globali, l’inquinamento potrebbe essere ritenuto responsabile nel 21% dei casi in cui si verificano malattie di questo tipo. A spiegarne il motivo è Caleb Finch del team USC Leonard Davis School of Gerontology:

Le particelle microscopiche generate dai combustibili fossili penetrano nel nostro corpo direttamente dal naso, raggiungendo il cervello. Le cellule cerebrali le trattano poi come invasori e reagiscono con una risposta di tipo infiammatoria, che nel corso del tempo sembra accelerare e favorire l’insorgere dell’Alzheimer.

Sebbene il collegamento tra lo smog e la patologia rappresenti una nuova frontiera scientifica, ci sono evidenze che l’inquinamento dell’area, così come il tabacco, sia pericoloso per l’invecchiamento del cervello.

Lo studio (pubblicato sulle pagine della rivista Translational Psychiatry) è stato condotto analizzando le informazioni relative ad un campione composto da 3.647 donne di età compresa tra i 65 e i 79 anni, fornite dal Women’s Health Initiative Memory Study.

I ricercatori aggiungono che un ulteriore fattore di rischio è rappresentato dal gene APOE4, una variazione del codice che favorisce l’insorgere della patologia. Per contrastare il fenomeno è dunque necessario mettere in campo iniziative e sinergie finalizzate a ridurre la presenza di polveri sottili nell’aria, attraverso una riduzione delle emissioni inquinanti, a partire dal traffico nelle aree urbane.

1 febbraio 2017
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Ghislano, giovedì 2 febbraio 2017 alle15:25 ha scritto: rispondi »

iNTERESSANTE, VORREI CAPIRE SE LO STESSO PROBLEMA SI RISCONTRA NEGLI AMBIENTI INDOOR, GRAZIE.

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