L’inquinamento atmosferico non è solo una terribile piaga ambientale. Spesso per rappresentare l’effetto antropico dell’uomo sul mondo, lo si tende a rappresentare come i sintomi di una malattia che appesti l’organismo-Terra. La metafora è profonda, perché è proprio nel campo della salute che gli effetti di smog e polveri sottili si fanno sentire con tutto il loro carico di drammaticità.

Non è certo un tema nuovo. In passato abbiamo visto quali siano gli effetti nefasti dello smog (e dell’inquinamento in genere) sulle allergie agli occhi, sulla fertilità o sull’incidenza dell’infarto; i dati complessivi pubblicati dall’OMS parlano addirittura di due milioni di morti l’anno in tutto il mondo. Quella contro l’inquinamento è diventata, insomma, una vera e propria guerra di proporzioni catastrofiche.

Non ci stupiamo allora se uno dei risultati del recente Congresso Internazionale su L’asma bronchiale e BPCO è stato il riconoscere all’inquinamento un ruolo importante nell’insorgenza di malattie respiratorie. Più precisamente, si sarebbe scoperto che ben il 15% delle malattie croniche dell’apparato respiratorio hanno come causa primaria proprio lo smog.

Uno studio del CNR svela poi il legame statistico fra inquinamento atmosferico e decessi per malattie respiratorie:

Nei tre giorni successivi a un picco di inquinamento, si registra un aumento di decessi del 2,3% in inverno e del 7,6% in estate. I soggetti più fragili risultano le donne, ma anche gli adolescenti. Un recente studio ha dimostrato che in presenza di basso inquinamento il tasso di incidenza si assesta al 4,8%; con medie concentrazioni di traffico invece sale all’11%, mentre con traffico raggiunge il 14%. Gravi le condizioni anche per gli adulti: in presenza di traffico pesante occasionale l’incidenza di bronchite cronica è del 7%; di traffico frequente del 35% e di traffico continuo dell’85%. Considerando che nei fumatori l’incidenza della bronchite cronica è del 25%, abbiamo un quadro preciso della gravità della situazione.

Si tratta di dati per lo meno allarmanti, anche se abbastanza in linea con le aspettative. Il non detto che soggiace al discorso è l’evidente fallimento (o insufficienza) delle misure antinquinamento assunte dalle nostre istituzioni; l’auspicio è che nei prossimi anni si riescano a prendere misure più efficaci, mettendo fine a questa assurda conta dei morti.

27 gennaio 2012
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