L’inquinamento in Cina sta raggiungendo livelli insopportabili. Per combatterlo il Governo le sta provando davvero tutte e ora è arrivato a una conclusione a dir poco drastica: chiudere le autostrade e gli aeroporti. La situazione nella maggior parte delle metropoli è molto preoccupante e lo è ancor di più nella capitale Pechino, dove la popolazione è costretta a circolare con naso e bocca coperti per tutto l’anno e i livelli di smog raggiunti vanno ben oltre il limite considerato sicuro per la salute.

In passato il Governo cinese aveva pensato persino di negare il problema controllando i centri di ricerca e la stampa, ma adesso che la situazione è sfuggita di mano non può più farlo. Così è costretto ad agire. Nell’ultimo anno le ha provate tutte, compresa una massiccia campagna in favore delle auto elettriche, ma l’unica soluzione che è sembrata valida risale a 5 anni fa, al 2008, appena prima delle Olimpiadi di Pechino: bloccare il traffico.

Fermando le auto e riducendo al minimo indispensabile i voli aerei la Cina riuscì ad abbassare il proprio tasso di inquinamento. Per questo ha deciso di riprovarci.

Secondo quanto riporta Bloomberg, nella settimana tra 1 e 7 ottobre sono state chiuse le sei autostrade che collegano la capitale con Shanghai, Tianjin e Harbin, e sono stati bloccati i 47 voli che transitavano dall’aeroporto internazionale. A quanto pare, leggendo i risultati dell’esperimento resi disponibili oggi, è stato un successo.

L’indice della qualità dell’aria urbana è sceso sotto la preoccupante soglia di 200 che separa il livello di “inquinamento pesante” da quello di “inquinamento medio”. L’effetto più evidente è stato che la visibilità in città è migliorata. Una leggera pioggia è venuta poi in soccorso e ha contribuito ad abbassare i livelli di inquinamento.

L’esperimento è stato un successo, ma non potrà essere ripetuto tanto facilmente visto che non si possono bloccare i trasporti in una città così importante come Pechino. Per questo il Governo sta ora studiando altre strategie per ridurre gli inquinanti nell’aria e ha individuato nella chiusura di alcune centrali a carbone il prossimo passo da compiere. Gli altri obiettivi saranno ridurre la produzione degli impianti siderurgici e il numero di automobili in circolazione.

10 ottobre 2013
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