Smog, blocco traffico a Milano: stop ai veicoli diesel Euro 4

Al via da martedì 21 novembre il blocco traffico a Milano. Dopo quattro giorni in cui i valori di PM10 hanno sforato la soglia dei 50 microgrammi per metro cubo, secondo i dati che sono stati attestati dalle centraline dell’Arpa, l’amministrazione comunale del capoluogo lombardo ha deciso di adottare delle misure temporanee per il blocco della circolazione.

Non potranno più circolare nell’area metropolitana di Milano le auto più inquinanti. Dalle 8:30 alle 18:30 tutti i giorni, compresi i festivi, non potranno circolare i veicoli fino alla classe IV inclusa adibiti al trasporto delle persone e che sono alimentati a gasolio. È stato stabilito anche un blocco della circolazione dalle 8:30 alle 12:30 per i veicoli che trasportano merci e che sono alimentati a gasolio, fino alla classe 3 inclusa.

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Le autorità cittadine hanno pensato anche ad altri divieti: l’utilizzo di sistemi di riscaldamento a legna e l’accensione di falò e barbecue. Diventa obbligatoria la riduzione di un grado centigrado della temperatura dentro le case. Le misure sono state adottate secondo gli accordi stabiliti dalla Regione Lombardia con il Piemonte, il Veneto, l’Emilia Romagna e il Ministero dell’Ambiente.

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Le disposizioni di divieti continueranno fino a quando le centraline dell’Arpa non registreranno per 48 ore consecutive livelli più bassi, inferiori ai 50 microgrammi di polveri sottili. Se la situazione di allarme smog dovesse mantenersi per altri 10 giorni consecutivi, si prevedono ulteriori divieti.

La situazione per l’inquinamento urbano a Milano è davvero preoccupante. Anche Greenpeace ha segnalato livelli elevati di biossido di azoto vicino alle scuole dell’infanzia e della primaria nel capoluogo della Lombardia. La nota associazione ambientalista ha sottolineato la necessità di limitare in maniera progressiva la circolazione dei veicoli diesel, per ridurre le concentrazioni di biossidi di azoto nelle grandi città.

21 novembre 2017
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I vostri commenti
Pescespada Trafitto, mercoledì 22 novembre 2017 alle9:00 ha scritto: rispondi »

Checché ne dica Maroni, l'Agenzia del Farmaco a Milano non sarebbe stata comoda . Gli addetti forse qualche boccata di ossigeno sul Pirellone avrebbero potuto ingeritila, ma per i familiari sarebbe stato un disastro. Magari ad Amsterdam riescono ad inventare un farmaco che risolve il problema.

lui la plume, mercoledì 22 novembre 2017 alle0:49 ha scritto: rispondi »

E ci risiamo residente in altra regione vengo a Milano per vari impegni e .... rimango bloccato. Tempo fà venni per visite mediche prenotate da mesi ed immediatamente disdette (per poi scoprire che con l'appuntamento all'ospedale ci si può arrivare). Ora avevo programmato altre operazioni nei paesi vicini .... tutti posti dove l'inquinamento non è presente o è inferiore ai limiti milanesi (dalle immagini ARPA) niente il blocco è ovunque e muoversi con i mezzi pubblici non è così semplice. Tempo fà l'assicuratore aveva piazzato,sulla batteria della mia auto un dispositivo che inviava al suo computer tutti i dati relativi agli spostamenti al fine di regolare il premio assicurativo in base ai km percorsi registrava orario partenza ed arrivo, percorso fatto km fatti. Ne facevo pochi tra i quattro ed i seimila annui ... inquinando poco..... e sopratutto nelle ore di minor traffico evitando scrupolosamente le code. Perchè invece di bloccare le auto "inquinanti" che con pochi km percorsi in orari di scarso traffico inquinano ben poco non si sviluppa un sistema di controllo basato su un sw di controllo caricabile su telefonino un sw in grado di valutare il livello di inquinamento prodotto e di concedere un tot di km mensili oltre i quali l'auto và lasciata ferma (senza essere soggetta al pagamento della sosta in strada), In questo modo questi divieti improvvisi potrebbero risultare efficaci senza creare i disagi che producono ora.

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