Smog addio: la Regione Piemonte sperimenta una colla contro il PM10

PM10 incollata alla strada per rendere l’aria piemontese più respirabile. Questa una delle soluzioni proposte dell’assessore regionale all’Ambiente Roberto Ravello durante un incontro sulla qualità dell’aria le province e comuni dell’area. Dall’incontro anche il previsto stop nel prossimo inverno ai veicoli diesel Euro 2, mentre resta il no della Regione per quanto riguarda eventuali blocchi al traffico sia settimanali che domenicali.

Risolvere il problema delle PM10 in Piemonte sembra richiedere ancora tempi di studio per quanto riguarda le riforme strutturali, mentre a breve potrebbero partire i nuovi test a Novara e Vercelli dei cosiddetti “dust suppressant” o inibitori delle polveri. Forte dei buoni risultati mostrati nei test in Germania, Norvegia e nella stessa Torino, l’assessore Ravello è deciso a procedere nei tempi più rapidi possibili a queste nuove sperimentazioni.

Inibitori delle polveri che sono composti chimici (principalmente da tensioattivi, sali, polimeri, emulsioni di resine, petrolio e bitume) o biologici dotati della capacità di catturare e fissare a terra lo smog proveniente da auto e abitazioni favorendone poi l’assorbimento. La sperimentazione avrà un costo di circa 100 euro ogni km, spesa che sarà sostenuta dalla Regione Piemonte e dell’Arpa.

Un esperimento simile a quello condotto a Londra nei mesi scorsi, dove il problema dello smog è particolarmente sentito. Le percentuali di riduzione delle polveri sottili registrate vanno dal 10 al 14%, ottenute grazie all’utilizzo di una particolare colla in grado di “ancorare” le PM10 al manto stradale. Ad essere fissate al suolo sono però soltanto le parti fisiche dello smog, mentre il monossido verrà comunque disperso in atmosfera. Un metodo utile, ma che richiede necessariamente riforme strutturali alla circolazione dei veicoli.


Qualora dovessere essere confermati i buoni, in alcuni casi ottimi, risultati ottenuti nei mesi passati in varie parti d’Europa (si va dal -17% di PM10 a Torino al -56% di polveri sottili a Drammern, in Norvegia) rappresenterebbe uno strumento per tenere sotto controllo gli eccessi di smog nell’aria. Più cauti province e comuni, che ricordano come il fattore meteo e la stessa scelta del particolare inibitore da utilizzare possano influenzare in maniera sensibile il risultato finale.

L’auspicio è che la soluzione si presenti utile e vantaggiosa per la salute di tutti, con la speranza che un utilizzo ripetuto nel tempo di questi prodotti non operi un differente danno ambientale peggiore dello stesso smog. Nel frattempo resta l’attesa per la messa a punto di strategie strutturali di lotta alle PM10 realmente efficaci, così da poter rendere irrilevanti simili soluzioni “tampone”.

1 marzo 2012
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DANX, venerdì 27 luglio 2012 alle15:23 ha scritto: rispondi »

Intanto no agli stop al traffico, complimenti, continuiamo a farci del male!

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