Massima allerta nel Nord della Cina per i livelli record di smog. L’inquinamento atmosferico ha raggiunto una soglia tale da aver reso necessaria la chiusura di interi tratti autostradali, persino di alcuni collegamenti aerei, a causa della scarsissima visibilità: appena 500 metri.

Il dato peggiore riguardo l’inquinamento atmosferico cinese lo ha fatto registrare Shenyang, dove i livelli di smog sono “i più alti mai registrati nel mondo”. Le concentrazioni di agenti inquinanti risultano 56 volte quelle raccomandate dall’OMS: le PM 2,5 hanno raggiunto un livello pari a 1.400 microgrammi per metro cubo a fronte dei 25 microgrammi raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

I livelli di inquinamento atmosferico nel resto del Nord-Est cinese risultano di poco inferiori, mentre la coltre di smog è giunta domenica fino a Pechino. Nube che ha raggiunto anche molte delle città comprese nelle Province di Hebei, Heilongjiang, Henan e Liaoning, il cui capoluogo è proprio la sopracitata Shenyang.

Migliaia di cittadini cinesi si sono riversati su Internet criticando la presunta incapacità da parte degli amministratori pubblici di far fronte all’emergenza smog, lamentando inoltre una scarsa e poco tempestiva informazione riguardo la gravità e l’evolversi del problema.

Un problema che riguarderebbe, a livelli di gravità fortunatamente inferiori, un’ampia parte dei cinesi. Secondo lo studio “Publishing Group Scientific Reports”, diffuso lo scorso ottobre, soltanto il 9% degli abitanti della Cina vivrebbe in aree dove sono rispettati i livelli di qualità dell’aria stabiliti a livello nazionale.

10 novembre 2015
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, martedì 10 novembre 2015 alle23:24 ha scritto: rispondi »

In Cina per produrre a costi così bassi e competitivi usano manodopera malpagata e non rispettano norme anti-inquinamento, evidentemente i loro governanti pensano cinicamente che, anche se muore qualche milione di persone, su una popolazione di un miliardo e trecento milioni, non è tutto sommato una perdita rilevante. Speriamo che con la tanto sbandierata mondializzazione non si arrivi latentemente a codesta disastrosa situazione anche in Europa.

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