Tira una brutta aria sulla Capitale. I cittadini romani sono costretti ogni giorno a respirare polveri sottili oltre i valori considerati sicuri per l’incolumità della popolazione. Queste particelle di smog sono le più pericolose per la salute proprio perché capaci di penetrare facilmente nell’organismo attraverso le vie aeree superiori e provocare o aggravare le malattie respiratorie.

Il 22 novembre scorso ben 8 centraline di monitoraggio del PM10 installate a Roma hanno segnalato uno sforamento dei valori limite. Si tratta delle centraline di via Prenestina, Cinecittà, via Tiburtina, Corso Francia, Via Magna Grecia, Piazza Fermi, via della Bualotta, Via Arenula, Villa Ada e Via Cipro. Tutte hanno varcato la soglia di 50ug/m3.

L’aria su Roma è inquinata oltre i valori limite da settimane, tanto che il 15 ottobre scorso tutte e 13 le centraline di monitoraggio hanno segnato uno sforamento dei livelli di PM10. L’amministrazione cittadina è subito corsa ai ripari, ordinando uno stop alla circolazione delle vetture più inquinanti per il 23 e il 24 novembre.

Non basta il blocco del traffico o una domenica a piedi per arginare il problema dello smog nella Capitale. Le associazioni ambientaliste sono sul piede di guerra e invocano provvedimenti più incisivi, dalle targhe alterne a ulteriori pedonalizzazioni, ma anche e soprattutto un miglioramento del trasporto pubblico, ancora troppo carente a Roma.

Solo quando i cittadini lasceranno in massa l’auto a casa Roma potrà tornare a respirare come merita. Non bisogna infatti dimenticare che lo smog non fa male soltanto alla salute pubblica, ma anche ai tanti monumenti della Capitale, intaccati dalle polveri sottili. Secondo Roberto Scacci, presidente di Legambiente Lazio:

Le amministrazioni devono tenere in massima considerazione il piano regionale di risanamento dell’aria, rispettandone le prescrizioni, realizzando contemporaneamente pedonalizzazioni in ogni quartiere e rilanciando l’utilizzo dei mezzi pubblici.

Nessuno poi tocchi i percorsi che stanno portando alla pedonalizzazione dei Fori e del Tridente, liberare il centro dalle auto è una esigenza indispensabile, condivisa e che parla al mondo intero.

24 novembre 2014
In questa pagina si parla di:
Immagini:
I vostri commenti
Giusy, mercoledì 26 novembre 2014 alle12:33 ha scritto: rispondi »

Ciò che questo articolo non può raccontare è che il verde a roma negli ultimi 2 anni è stato abbattuto del 50%, per motivi di sicurezza e di bufere che lo hanno intaccato, i meravigliosi alberi che ricoprivano i quartieri, come il mio di Torrespaccata sono stati tagliati e a volte sostituiti. questo ha mofìdificato enormemente il polmone verde che limitava l'inquinamento, ma poco si è fatto per ripristinare il Verde, mentre aumentano i condizionatori dappertutto. Alla faccia del rispetto e della mentalità ecologica che anche il vostro sito vorrebbe diffondere!! PIù Verde per Roma e le città, più Verde e meno cemento e questo aiuterebbe il Pianeta!

piero, martedì 25 novembre 2014 alle9:37 ha scritto: rispondi »

non è logico fermare le auto secondo la targa ma secondo la categoria di emissioni. Parecchie auto con targa E sono euro 4 mentre molte targhe D sono euro 5 (dipende dai costruttori). Bisognerebbe anche insegnare a non riscaldare il motore stando fermi ma muovendosi lentamente.

Maria, martedì 25 novembre 2014 alle8:41 ha scritto: rispondi »

A Roma ormai circolano auto che sono quasi tutte nuove al 95 per cento basta leggere le targhe. Ben poche sono quelle cosiddette inquinanti. Basterebbe non far circolare quelle che iniziano con la lettera D. Come rompere le scatole lo pseudo sindaco Marino è da premio oscar(dabagno).

Lascia un commento