Anche se la raccolta dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) almeno in Italia negli ultimi anni è in aumento, i rifiuti creati dalla tecnologia risultano ad oggi molto inquinanti. C’è però una branca del mondo scientifico che si sta concentrando sulla sintesi di materiali sempre più naturali, che possano sostituire quelli tradizionali attualmente recuperati solo in parte e in quantità insufficienti.

L’Università del Missouri-Columbia sta studiando per arrivare all’obiettivo di ottenere display biodegradabili. Suchismita Guha, professore al Dipartimento di Fisica e Astronomia presso la MU College of Arts and Science, insieme al laureato Soma Khanra, ha collaborato con un gruppo di ricercatori dell’Università Federale di ABC (UFABC) in Brasile allo sviluppo sperimentale di strutture organiche costituite da peptidi o proteine, che possano trasformarsi in veri e propri schermi per smartphone o tablet. Guha spiega come questo avvenga:

Questi peptidi possono auto-assemblarsi in bellissime nanostrutture o nanotubi e, per noi, l’obiettivo principale è stato quello di utilizzare questi nanotubi come modelli per altri materiali.

Non bastano però queste strutture per arrivare alla realizzazione di un display: devono essere combinate con polimeri che emettano luce blu, verde e rossa. Per adesso sono stati usati con successo i polimeri emettitori di luce blu, quando lo studio sarà completo, se si avrà lo stesso successo anche con il verde e con il rosso, si potrà ipotizzare che di lì a poco potremmo trovare sul mercato nuovi dispositivi green a forte componente biodegradabile.

La ricerca, dal titolo “Self-Assembled Peptide-Polyfluorene Nanocomposites for Biodegradable Organic Electronics” è appena stata pubblicata sulla rivista Advanced Materials Interfaces. Nel suo svolgimento è stata sostenuta finanziariamente dalla National Science Foundation e dal CNPq (Conselho Nacional de Desenvolvimento Científico e Tecnológico). Per adesso i ricercatori hanno intenzione di completare la ricerca per poter proporre ben presto sul mercato un prodotto concreto e competitivo.

16 ottobre 2015
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