Sono soltanto due le iniziative in tema di smart grid inserite dall’Unione europea nella sua prima lista dei “Progetti di interesse comune” (PCI), che in tutto ne comprende 250, a cui saranno garantite autorizzazioni semplificate, condizioni normative avvantaggiate e soprattutto una fetta dei 5,85 miliardi di euro assegnati a progetti di infrastrutture energetiche.

La lista dei PCI, che verrà aggiornata ogni due anni, include 140 tra progetti di stoccaggio dell’energia elettrica e di potenziamento della rete, che puntano a promuovere lo sviluppo delle rinnovabili. Sono solo due, invece, le iniziative incentrate sulle reti intelligenti.

Il primo dei progetti smart grid si chiama Green-Me e si propone soprattutto di migliorare l’integrazione della generazione fotovoltaica nelle reti francesi e italiane, grazie all’aggiunta di sistemi automatici per il controllo e il monitoraggio. L’altro progetto sulle reti intelligenti presente nell’elenco PCI è il North Atlantic Green Zone Projects, finalizzato a ridurre i problemi legati alla intermittenza dell’energia eolica in Irlanda e Regno Unito.

La lista delle iniziative selezionate è stata oggetto di aspre critiche da parte di alcuni gruppi dell’Europarlamento, soprattutto per l’assenza del progetto di collegamento dell’Europa con i deserti del Nord Africa e del Medio Oriente nell’ambito del programma Desertec. A questo proposito è giunto il commento di Graham Watson, responsabile Clima del Parlamento:

A parte una serie di interconnessioni tra Grecia, Cipro e Israele, non ci sono progetti in elenco che permettano di collegare l’Europa con l’abbondante e a buon mercato potenziale di energia solare del nord Africa e del Medio Oriente. È deludente che l’ambiziosa linea di collegamento UK-Francia-Spagna sembri essere stata abbandonata.

15 ottobre 2013
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