Entro il 2023, cioè tra dieci anni, il mercato delle smart grid per il trasporto dell’energia elettrica avrà un valore stimabile in 10,3 miliardi di dollari. Lo dice il centro di ricerca americano Northeast Group LLC. Il valore si riferisce alla sola Europa centrale e orientale.

Secondo i ricercatori quasi tutti i grandi produttori tradizionali di energia elettrica saranno a breve costretti a implementare soluzioni di “reti intelligenti” per i propri clienti, a causa della necessità di integrare in rete una sempre maggior quantità di elettricità prodotta dalle fonti rinnovabili.

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In questo cammino, secondo il Northeast Group, l’Europa centro-orientale sarebbe la regione più avanti tra i mercati emergenti per le smart grid e i contatori intelligenti di elettricità. L’Estonia, ad esempio, ha già annunciato di voler completare la transizione ai contatori di nuova generazione entro il 2017. Bulgaria, Polonia, Romania e Slovacchia hanno obiettivi simili, ma con scadenze differenziate.

La stessa Unione Europea prescrive che gli Stati membri entro il 2020 abbiano almeno l’80% dei clienti elettrici allacciati a un contatore intelligente. Con la clausola però, da non sottovalutare, della fattibilità economica dell’operazione anche alla luce dell’ultimo bilancio UE non ricchissimo.

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Secondo il Northeast Group dalle analisi sulla fattibilità economica emergerebbe che tutti i Paesi presi in considerazione nello studio sarebbero in grado di adottare queste tecnologie. Per tanto è assai probabile che l’Europa stringa i tempi, spostando la data ultima dal 2020 al 2015.

Uscendo dall’Europa centrale e orientale e venendo all’Italia, è bene ricordare che una volta tanto il nostro Paese è all’avanguardia: Enel ha ormai completato la transizione dal vecchio contatore meccanico al nuovo contatore elettronico, che è presente in quasi tutte le case degli italiani e nelle aziende. La presenza massiccia dei contatori intelligenti, tra l’altro, è stato uno dei fattori che ha permesso il boom del fotovoltaico in Italia.

11 aprile 2013
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