Le città in futuro sono destinate a cambiare. I centri urbani verranno nuovamente plasmati, dando così inizio a una nuova era. I fattori scatenanti questa evoluzione/rivoluzione saranno l’esigenza di ricorrere a fonti pulite per l’approvvigionamento energetico, un utilizzo più attento delle risorse disponibili, un riassetto dell’economia che favorirà lo scambio locale dei beni e il boom nello sviluppo delle nuove tecnologie, soprattutto per quanto riguarda mobilità e trasporti.

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Sarà il pianeta a dettare i tempi del cambiamento, in primis con l’esigenza di attuare una risposta rapida e decisa al fenomeno del riscaldamento globale, mediante la tutela delle aree naturali e frenando la corsa alla cementificazione delle zone rurali.

Si dovrà inoltre intervenire, sostiene Gianni Silvestrini (direttore Scientifico Kyoto Club), laddove nel corso del tempo si è costruito senza tener conto delle problematiche del territorio dal punto di vista geomorfologico, anche se questo comporterà scelte difficili come la demolizione di abitazioni ed edifici costruiti nei punti a rischio.

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Come si è già detto, anche il ritorno a un modello economico più sostenibile e a “corto raggio d’azione” sarà determinante. Bisognerà promuovere lo scambio locale, il consumo a chilometro zero, evitare l’importazione di prodotti e beni provenienti dall’altra parte del mondo, responsabili di un enorme impatto ambientale. Per fare questo le città non saranno più solo centri del terziario, ma ospiteranno anche impianti dedicati all’energia pulita e zone destinate alle culture nonché all’allevamento.

Una versatilità in costante crescita di tecnologie come quella legata alle stampanti 3D, le innovazioni di un’edilizia maggiormente sostenibile, le evoluzioni della mobilità (dai trasporti pubblici on-demand all’espansione del concetto di sharing dei veicoli, fino alle self-driving car) e un accesso sempre più rapido alle informazioni completano il quadro.

Tutto ciò senza dimenticare ciò che dal punto di vista della sicurezza comporterà disporre di infrastrutture sempre connesse, costantemente in comunicazione tra loro: si pensi ad esempio ad un semaforo che impone lo stop alle vetture quando sta per scattare il rosso o agli impianti di riscaldamento che si autogestiscono in base alle condizioni meteo.

8 febbraio 2017
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