A volte investire nella ricerca e nell’efficientamento può portare a risultati davvero strabilianti. A confermarlo ora è anche The Global Commission on Climate and Economy, un’iniziativa indipendente internazionale che analizza e comunica i benefici economici derivanti dalla lotta al cambiamento climatico.

Ha realizzato uno studio nel quale afferma che se trasformassimo le nostre città in smart city a basse emissioni di CO2 potremmo arrivare a risparmiare 22 trilioni di dollari a livello globale entro il 2050.

Una cifra spaventosa, ma realizzabile seguendo il buon senso che suggerisce che un buon intervento realizzato per tempo può produrre effetti benefici all’infinito. Più precisamente il risparmio potrebbe andare dai 17 ai 22 trilioni e potrebbe essere risparmiato un quantitativo di CO2 pari a 3,7 Gt, simile a quello di tutti i gas serra prodotti in un anno in una nazione come l’India. La ricerca è stata sostenuta anche dai principali istituti di ricerca del Regno Unito e di altri 6 Paesi, tra cui Svezia, Corea del Sud e Norvegia.

Cosa dovremmo fare per arrivare a questi risultati? Servirebbero grossi investimenti nel trasporto pubblico, anche in termini di pianificazione; adozione di standard severi in termini energetici e non solo, nel campo della bioedilizia; l’installazione di fonti di energie rinnovabili ovunque possibile, basti pensare a tutti i pannelli fotovoltaici che potrebbero essere installati sui tetti; la dotazione di sistemi di stoccaggio di energia per ogni edificio, da implementare con sistemi di monitoraggio e gestione intelligente per i consumi.

Uno strumento importante può essere l’impegno ad aderire al Patto dei Sindaci, un movimento europeo che vede coinvolte le autorità locali e regionali impegnate ad aumentare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili nei loro territori e che potrebbe essere diffuso anche livello extraeuropeo.

Anche l’utilizzo delle risorse dovrebbe essere rivoluzionato: il riciclo dovrebbe arrivare all’80% per i materiali recuperabili. Bisognerebbe ridurre notevolmente le concentrazioni di CO2 e metano nell’aria, il metano dovrebbe essere catturato per una quantità pari al 5,5% in più nei Paesi dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) e del 2,5% in più in quelli esterni all’OCSE.

Come ha spiegato Michael R. Bloomberg, ex sindaco di New York e inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per le città e il cambiamento climatico:

I passi che le città compiono per diminuire la loro impronta di carbonio riducono anche i loro costi energetici, migliorano la salute pubblica e contribuiscono ad attrarre nuovi residenti.

Questo rapporto può contribuire ad accelerare il progresso che le città stanno facendo in tutte queste aree, mettendo in evidenza le politiche intelligenti e incoraggiando la cooperazione.

Il rapporto sostiene che modelli finanziari creativi potrebbero indebolire le barriere finanziarie che bloccano l’azione e il valore investito all’inizio arriverebbe ad un valore capitale elevatissimo: per ogni dollaro utilizzato per finanziare questi progetti, il valore di capitale per i progetti di successo potrebbe arrivare a 20-50 milioni di dollari.

8 settembre 2015
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