Realizzare una sorta di archivio anagrafico delle specie animali e vegetali usate a scopo alimentare, che permetta di difenderle dal rischio di estinzione. È l’ultima iniziativa di Slow Food, l’associazione che da anni lavora per promuovere la valorizzazione delle tipicità alimentari e per difendere le cultivar dai rischi legati alla globalizzazione alimentare e alle tecniche do coltura intensive.

L’idea, presentata in occasione della rassegna internazionale “Cheese”, dedicata alle “Forme del latte”, è appunto quella di allestire una “anagrafe della biodiversità“, che consenta di tenere sotto controllo lo stato di salute genetica delle varietà vegetali e delle specie animali più minacciate.

Agricoltura intensiva e la mancanza di rotazione delle colture – sottolinea Slow Food – sono tra le principali cause della perdita di biodiversità alimentare e selvatica. I mari sono sempre più poveri, nei cieli sono sparite molte specie di uccelli, ma la politica latita e le grandi multinazionali tengono tutti sotto scacco.

Di qui la decisione di avviare la raccolta dei dati sulla diversità biologica in campo alimentare. Ma per invertire davvero la tendenza, precisa l’associazione, occorre un processo di riforma delle politiche agricole comunitarie, che difficilmente sarà avviato in assenza di forti sollecitazioni da parte della società civile.

L’anagrafe della biodiversità, in ogni caso, non è l’unica iniziativa messa in campo da Slow Food per contrastare il pericolo di estinzioni di massa. In collaborazione con la deputata del Pd Susanna Cenni, infatti, l’associazione ha anche elaborato una proposta di legge per la protezione della biodiversità.

19 settembre 2011
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