Nata cinque anni fa da una provocazione di Dickson Despommier, l’idea della vertical farming sta prendendo sempre più piede in America, sollecitando la fantasia di architetti, ingegneri edili e ambientalisti in genere.

Lo skyfarming, o vertical farming, è un nuovo modo di concepire l’agricoltura e la gestione degli animali domestici, che prevede l’inserimento di edifici o addirittura grattacieli all’interno delle città, i quali garantirebbero l’approvvigionamento di generi alimentari localmente, con il minimo impatto ambientale.

In pratica i piani di questi edifici sarebbero dedicati alla coltivazione e all’allevamento, dove verrebbe ottimizzato l’utilizzo dell’acqua; dove grano, verdure, e ortaggi scartati potrebbero venire utilizzati ad esempio come mangime negli allevamenti e dove gli scarti organici derivanti da questi ultimi diverrebbero combustibile per generare elettricità nell’edificio stesso.

Nel lungo trattato (anche in italiano) riportato sul sito dedicato al vertical farming, D.Despommier, docente di scienze della Salute all’università della Colombia, spiega i molteplici vantaggi del suo progetto.

Sostanzialmente l’agricoltura verticale secondo Despommier, è diventata quasi un’esigenza sociale, risponde al problema della deforestazione e a quello del sovrappopolamento (soprattutto urbano), propone un’intelligente gestione dei rifiuti e una maggiore sostenibilità urbana.

Sono numerosi i centri urbani che hanno dimostrato interesse per questo progetto: Toronto, Seattle, New York (è stato calcolato che basterebbero 160 di questi edifici per garantire l’approvvigionamento di tutta la Grande Mela), Los Angeles, Las Vegas (che sembra stia pianificando una skyfarm di 30 piani), Shangai, Abu Dabi e altri ancora. Al momento è stata sperimentata in piccoli edifici in Arizona e in California, cavalcando l’onda della crisi immobiliare negli USA.

Diverse sono le perplessità sollevate dagli esperti, in primis che la costruzione di un grattacielo nel pieno centro di una grande metropoli dedicato solo a quello scopo si riveli anti-economico. Non si può comunque negare che lo skyfarming sia un’idea decisamente affascinante con interessantissimi risvolti ecologici, e che cambierebbe il nostro modo di concepire la città.

19 gennaio 2009
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