Si all’abolizione e, soprattutto, restituzione dei contributi versati negli ultimi due anni per il suo finanziamento. Questo è, in estrema sintesi, ciò che richiedono la maggior parte delle aziende che operano nel settore dello smaltimento dei rifiuti, allertate dalla possibilità che il SISTRI (Sistema Informatico di Tracciabilità dei Rifiuti) possa essere ripristinato.

A conferma di questa netta presa di posizione sono arrivate le parole di Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Vicenza, il quale ha dichiarato:

Confartigianato Vicenza sostiene che il Sistri deve essere abrogato, anche per la credibilità che questo sistema non ha saputo guadagnarsi nel corso di due anni.

La complessità e l’inefficienza del sistema, unita ai continui problemi che le aziende hanno riscontrato, induce ad affermare che è meglio cessare questa esperienza negativa.

Non sono mancate inoltre le critiche nei confronti del Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, la quale aveva definito l’abrogazione “un regalo alle ecomafie”. Secondo Bonomo:

Si tratta di un’affermazione che riteniamo non sostenibile.

Si fa veramente fatica a pensare che questo sistema possa essere l’elemento centrale della lotta contro questo grave problema, ma è difficile pensare che chi fa un traffico illecito di rifiuti venga individuato per il semplice fatto di essere iscritto al Sistri.

La sensazione che abbiamo avuto fin dalla sua istituzione è che questo sia l’ennesimo appesantimento burocratico».

Su una posizione leggermente più aperta si è mostrato invece il presidente di CNA Veneto (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), Oreste Parisato, il quale in una nota ha precisato che:

Siamo pronti a dare battaglia per migliorare questo pasticcio di burocrazia, finora è stato solo un inutile balzello.

Nella sagra dell’improvvisazione di questa manovra estiva, con apposito emendamento, il Sistri sta per rientrare dalla finestra: noi di CNA non staremo con le mani in mano, siamo pronti a dare battaglia.

È chiaro che lo Stato non intende certo rinunciare alle somme che le imprese hanno già versato e che eravamo intenzionati a farci restituire ma c’è anche da dire che questo sistema, così com’ è, rimane un disastroso fallimento: costoso, ciclopico e inutile. Quindi almeno va cambiato.

2 settembre 2011
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