Alcune delle aziende iscritte al SISTRI, il sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali più volte annunciato e mai entrato in vigore (l’ultima proroga ha fatto slittare l’avvio ad aprile, ndr), hanno avviato delle azioni legali per ottenere il risarcimento delle somme versate fino a questo momento senza che il meccanismo sia mai effettivamente partito.

In totale sono circa 325.000 le società che hanno regolarmente versato i contributi obbligatori per il funzionamento del SISTRI relativi al biennio 2010-2011. In totale, i soldi spesi senza che il sistema sia mai partito ammontano a circa 70 milioni di euro, necessari per iscriversi al servizio e per acquistare le chiavette USB e le black box necessarie per la sua gestione.

Soldi sprecati, di fatto, che in questo momento di crisi economica pesano non poso sui bilanci delle aziende. Di qui la decisione di avviare le azioni legali, per il momento condotte singolarmente da alcune delle imprese interessate.

Del resto, la partenza dei ricorsi era stata più volte annunciata, nei mesi scorsi, da Confartigianato, Cna, Casartigiani e Confesercenti. Anche se finora si è trattato di iniziative autonome, non è escluso che presto possa essere lanciata un’azione collettiva. Le aziende creditrici, infatti, stanno valutando l’ipotesi di ricorrere a una una class action.

18 gennaio 2012
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