Dopo le polemiche seguite alla sua “frettolosa” attivazione e le dichiarazioni infuriate del Ministro dell’Ambiente in merito alla sua soppressione con il Decreto legge 138/2011, sembra non sia ancora il tempo di scrivere la parola fine sul Sistema Informatico di Tracciabilità dei Rifiuti (SISTRI). Secondo le ultime notizie, infatti, entro il 18 settembre, giorno in cui dovrebbe essere varata la manovra finanziaria bis, il Governo potrebbe annullarne la cancellazione.

La richiesta di ritornare sui propri passi è arrivata direttamente dalla Commissione Ambiente del Senato, la quale ha sottolineato che le conseguenze di una tale decisione si ripercuoterebbero non solo sulla tutela della salute pubblica, minacciata dallo smaltimento illecito dei rifiuti, ma soprattutto sulla tanto auspicata lotta all’evasione fiscale.

In passato, il ritorno al sistema cartaceo affidato al principio di autodichiarazione non ha saputo evitare quell’assoluta incertezza intorno alla sorte definitiva di ingenti quantitativi di rifiuti.

La proposta, in particolare, mira a non commettere nuovamente quegli errori fallimentari e, soprattutto, costosi che hanno caratterizzato il tristemente famoso Click-Day del 11 maggio 2011, spostando l’attivazione definitiva del SISTRI al 1 gennaio 2012 e lasciando spazio a una serie di migliorie tecniche in grado di correggere gli errori del sistema attuale e di introdurre procedure più semplici per le imprese.

Il principale rischio legato all’abolizione del SISTRI, infatti, è quello di vedere il Governo sommerso da numerose richieste di rimborso delle quote versate dalle imprese, già da tempo sul piede di guerra a causa del pagamento dei contributi nonostante il Sistema non fosse davvero entrato in funzione.

1 settembre 2011
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