Saranno solo i rifiuti pericolosi, e non più quelli speciali come previsto finora, a essere interessati dal sistema di tracciabilità SISTRI, che entrerà in vigore il prossimo 1 ottobre, soltanto per i gestori di questa tipologia di rifiuti (e non per i produttori). La novità è stata introdotta dal Governo alla fine di agosto. Un cambiamento che riduce sensibilmente il numero delle aziende che dovranno aderire al nuovo sistema, che passano da 70.000 a 17.000.

Si legge in una nota di Palazzo Chigi:

Il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) sarà molto più semplice e riguarderà principalmente i rifiuti pericolosi. I produttori iniziali di rifiuti pericolosi e gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori, potranno aderire al sistema di controllo su base volontaria.

L’obiettivo, spiega Palazzo Chigi, è duplice: da una parte, alleggerire i costi di gestione del SISTRI, che da quando è stato ideato e messo a punto ha dovuto fare i conti con problemi tecnici, ritardi e malfunzionamenti che ne hanno di fatto impedito per anni l’entrata in vigore. Allo stesso tempo, il Governo spera in questo modo di ridurre il carico burocratico che grava sull’intero sistema.

Ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando:

L’obiettivo del provvedimento è una significativa semplificazione del sistema che partirà con alcune incisive modifiche alla disciplina di regolamento, in una prospettiva di riduzione progressiva dei costi per gli utenti, senza intaccare il necessario meccanismo di controllo.

Per i produttori di rifiuti pericolosi il SISTRI partirà invece il 3 marzo 2014, con possibilità di un’ulteriore proroga di sei mesi se a per allora il Governo non avrà introdotto alcune semplificazioni. Per gli enti e le imprese intermediarie di rifiuti non pericolosi si mantiene per ora il sistema dei registri cartacei.

Sempre nell’ottica di una semplificazione (o svuotamento?) del sistema di tracciabilità, inoltre, non sono previste sanzioni in caso di errori nella trascrizione delle informazioni, a meno che le inadempienze non si ripetano nel tempo. Fa eccezione la Campania, per la quale la tracciabilità è prevista anche per i rifiuti urbani (in questa regione il SISTRI partirà comunque il 3 marzo 2014).

2 settembre 2013
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I vostri commenti
patrizia, mercoledì 9 ottobre 2013 alle12:49 ha scritto: rispondi »

Il sistri penalizza,rallenta,uccide le piccole e medie imprese di autoriparatori e autodemolitori i quali penalizzati dall'esportazione illegale di auto e da una crisi pazzesca nel mondo della compravendita di auto annaspa per sopravvivere,per cui il sistri è da eliminare poi non capiamo perchè per anni abbiamo dovuto fare il mud e nessuno lo controlla. COPIO E INCOLLO QUANTO SOPRA DETTO! Aggiungo: è un aiuto per le ecomafie

roberto, martedì 10 settembre 2013 alle11:21 ha scritto: rispondi »

Il sistri penalizza,rallenta,uccide le piccole e medie imprese di autoriparatori e autodemolitori i quali penalizzati dall'esportazione illegale di auto e da una crisi pazzesca nel mondo della compravendita di auto annaspa per sopravvivere,per cui il sistri è da eliminare poi non capiamo perchè per anni abbiamo dovuto fare il mud e nessuno lo controlla.

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