Forte preoccupazione e “la più ferma non condivisione”. Sono queste le reazioni di ANIE Energia alla segnalazione al Governo e al Parlamento 348/2014/I/EEL relativa ai Sistemi Semplici di Produzione e Consumo (SSPC) e alle Reti Private da parte dell’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI).

In particolare, l’associazione è allarmata per alcune osservazioni che potrebbero ostacolare e limitare, nell’ambito di configurazioni di SEU, l’uso di sistemi di accumulo abbinati ad impianti di produzione da fonti rinnovabili.

Dichiara Nicola Cosciani, presidente del Gruppo Sistemi di Accumulo ANIE Energia:

La segnalazione al Governo e al Parlamento contiene alcuni passaggi poco chiari e non sufficientemente motivati che comportano elevati rischi di rallentare lo sviluppo dell’autoconsumo e la diffusione dei sistemi di accumulo presso i consumatori finali, temi che meriterebbero lo stesso atteggiamento, giustamente attento e solerte, riservato ai progetti pilota di sistemi di accumulo collegati alle reti di trasmissione e a quelli connessi alla rete di distribuzione.

Il quadro che regola le Reti Pubbliche, dei Sistemi di Distribuzione Chiusi (SDC) e dei SSPC ha attraversato un iter lungo e complesso, che si è concluso nel maggio 2013 con la pubblicazione del documento per la consultazione 183/2013/R/eel, seguito, nel dicembre 2013, da una nuova delibera sui Sistemi Semplici di Produzione e Consumo (SSPC). Sono passati dunque solo sei mesi dall’ultimo provvedimento: troppo pochi, sottolinea l’associazione per intervenire ancora sulla materia.

Aggiunge Cosciani:

Appena sei mesi dopo l’emanazione di questi interventi, il Decreto Legge 91/2014 (articolo 24) prima e la segnalazione AEEGSI in oggetto poi, introducono preoccupanti elementi di incertezza sul futuro delle suddette configurazioni impiantistiche minando l’avvio di diverse iniziative industriali riguardanti interventi di efficienza energetica e di sviluppo dell’autoapprovvigionamento energetico, anche e soprattutto in ambito di utilizzo residenziale.

Entrando nel merito, inoltre, secondo ANIE Energia i contenuti della segnalazione denunciano una scarsa conoscenza dei lavori in corso e non presentano “alcuna giustificazione oggettiva o quantitativa”. L’associazione non trova poi motivata, né sul piano giuridico che tecnico, l’assunto dell’AEEGSI per cui la presenza di sistemi di accumulo abbinati ad impianti rinnovabili potrebbe comportare il venir meno della qualifica stessa di SEU. Per questo ANIE ha chiesto un incontro chiarificatore al collegio dell’AEEGSI.

Conclude Nicola Cosciani:

Il settore industriale attende un segnale di attenzione forte dal mondo istituzionale, un segnale che non faccia spegnere per l’ennesima volta la speranza che anche l’Italia possa correre in testa al gruppo. Oggi vediamo Paesi come Germania, Stati Uniti, Corea, Australia che affrontano l’Energy Storage nelle sue varie declinazioni come una opportunità e mettono l’industria in grado di esprimere il proprio potenziale di creazione di valore e di posti di lavoro. Da noi invece ci soffermiamo a dirimere questioni di secondario livello di importanza.

31 luglio 2014
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I vostri commenti
Pier Luigi Caffese, venerdì 1 agosto 2014 alle10:07 ha scritto: rispondi »

Il Governo,la AEGGSI.Assoelettrica,Anie Confindustria si dovrebbero aggiornare sugli stoccaggi vitali per l'Italia,studiarsi un ottimo studio dell' Ademe francese,prendere la tabella pubblicata dall'Ademe e dare gli incentivi in relazione al costo minore al MWh.Se nel mio piano acqua scrivo che lo stoccaggio marino e acqua che leva variabilità alle RE costa 20 euro il MWh e le batterie costano oltre 200 euro il MWh dobbiamo incentivare chi costa 1/10 cioe' l'acqua o il mare che in francia è step marine.Bisogna smetterla con incentivare batterie carissime a meno che le concepiamo come negli Usa con del grande solare per solar fuel o biometano da mettere al SUD con sistemi flottanti per cui abbasso il costo al MWh tra 20 euro e 50 euro al MWh. Ma la vera battaglia è contro il gas che dei ministri ignoranti vogliono usare per bilanciare le RE e dicono che metanizzazione il Sud significa farvi venire l'industria.é una balla colossale come lo hub gas importato Mediterraneo perchè il metano è fuori prezzo.E' impossibile fare industria al Sud con metano importato,è invece possibile fare industria al Sud con biometano ad un prezzo basso da fonte rinnovabile o da rifiuti.l?eni sosteneva che non ne siamo capaci e i ministri dell'Energia italiana hanno abboccato all'amo Eni per ignoranza congenita in materia ma debbo dire che l'Eni mente,De Vincenti che al Mise è solo per l'Eni mente e la Ministra guidi è troppo legata al carro del gas importato russo o africano(la moglie di Descalzi è congolese) per essere imparziale come dimostra la stupidaggine di Prodi sulle trivellazioni salvifiche per 5 miliardi annui che mi fanno arretrare la filiera mare per danni di 25 miliardi annui.Sbaglia anche Anie perchè con piccole batterie per piccoli impianti ft ci fat la birra a costi elevatissimi.se l'Anie vuole discutere seriamente c'è il mio progetto di solare flottante che significa costi bassi e 4 miliardi di ordini annui sul mio piano acqua-mare energia finanziabile con 45 miliardi dati a me in prestito da EIB.Ma ci vuole la firma del Governo e richiedo anche quella di Confindustria e 21 Regioni perchè arrivo in ogni comune con aqua,mare,sole,vento,stoccaggi ed uso batterie solo per grandi impianti o batterie flessibili per mobilità che faccio con chinoni vegetali.Ma non mi limito solo a stoccare ma produco elettricità a 20 euro il MWh che significa dimezzare la bolletta.Poi l'eccesso non lo butto via ma con il power to gas lo converto in biometano e da questo in biofuel e tanto biodiesel perchì l'etanolo è morto e sepolto caro.Il vero dramma che solo grandi stoccaggi acqua e mare abbassano i costi al MWh delle RE ma chi lo capisce se de Vincenti vuole al 2050 una italia fossile,Dovrei cambiare la testa di De Vincenti e spero che Renzi pomga mano al rimpasto del MISE perchè è solo fossile e non è per niente un Ministero di Sviluppo ma di declino.Se uno non capisce che tutta Eu-28 ha un deficit produttivo di biodiesel e che solo il Sud potrebbe produrne per 100 miliardi,significa che al Mise abbiamo dei mediocri che fanno lobby fossile e per i biofuel pateggiano per inutile e caro etanolo.L'Italia non ha ancora capito che il gas importato a caro prezzo è finito in energia,rimane in chimica che stiamo smantellando.ma con il reuse CO2 ed i rifiuti,la mundezza santa,possiamo fare il biometano che serve,farlo girare in rete Snam e poi utilizzarlo in bioraffinerie e costa sui 45 euro il MWh mentre il gas sporco importato costa 70 euro al MWh e quello pulito 120 euro al MWh.I Senatori possono approvare tutti i capacity payment gas che vogliono dare soldi al gas russo o africano ma l'acqua ed il mare italiani converiti in energia costano 1/5 meno.Dove ho imparato? Dai sommergibili perchè esiste il reuse Co2 per non far morire i marinai e perchè gli uboot tedeschi gia' applicavano il power to gas che l'Eni e peggio Enel non mi lasciano fare.potrei salvare le centrali termoelettriche gas ma me lo vietano e qui è colpa di assoelettrica perchè non vuole che gli cambi il fuel da gas importato a biometano che costa meno.Testa non capisce che gli do un fuel meno caro e fatto da noi senza avvenimenti di insicurezza.Sembra che il gas importato voglia le emergenze per aumentare i prezzi che con il biometano sarebbero costanti per 5 anni.Spigatelo Voi a de Vincenti che è si un prof,ma non lo capisce!

GIUSEPPE GRECO, giovedì 31 luglio 2014 alle17:30 ha scritto: rispondi »

Purtroppo non ci sono parole per definire il comportamento dei nostri politici, perchè ogni aggettivo espresso sarà insufficiente alla realtà. Comunque noi Italiani siamo dei "pecoroni", nella realtà, come tutti sappiamo, hanno distrutto la fascia sociale che generava lavoro, di conseguenza tasse e benessere sociale, aziende che materializzava idee a scopo benefico sociale, la politica invece a generato solo posti di lavoro parassitario e queste sono le conseguenze. Le lagune ormai penso che siano irreversibili, se non si scende in piazza e mandare a casa tutta la classe dirigente, salvando solo magistratura, forze dell'ordine e chi rappresenta la legalità. Non'è uno sfogo, ma lettura della realtà e terapia. Giuseppe

Renzo . Piero, giovedì 31 luglio 2014 alle15:59 ha scritto: rispondi »

Ancora una volta proviamo a farci male da soli.......peccato...... possibile che i sistemi di accumulo diano cosi fastidio a chi rema contro? Incoraggiamo una buona volta chi crede nell' energia da fonti rinnovabili..... Anche i piccoli impianti fatti con piccoli investimenti aiuterebbero la Ns. economia.

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