L’accumulo è un settore in rapida trasformazione e di particolare complessità, nel quale l’Italia è oggi allineata con in paesi capofila, ma con una normativa esigua che corre il rischio di fare dei danni a un settore promettente e nel quale abbiamo una leadership tecnologica. Prova di ciò è il recente provvedimento del GSE che anche e soprattutto preso «nelle more della definizione e della completa attuazione del quadro normativo e delle regole applicative», non consente «alcuna variazione di configurazione impiantistica che possa modificare i flussi dell’energia prodotta e immessa in rete dal medesimo impianto (a fonte rinnovabile già ammessi agli incentivi N.d.R.),come ad esempio la ricarica dei sistemi di accumulo tramite l’energia elettrica prelevata dalla rete».

La preoccupazione ufficiale del GSE è quella di evitare abusi come quelli del prelievo di elettricità dalla rete e la successiva immissione grazie ai sistemi d’accumulo come prodotta da rinnovabili, lucrando sugli incentivi. Se da un lato è comprensibile questo fatto, sotto un altro punto di vista bisogna dire che il GSE dovrebbe avere tutti gli strumenti per scovare e reprimere frodi di questo tipo, come le analisi storiche circa la produzione, sia dei singoli impianti, sia di quelli aggregati sul territorio e le anomalie rispetto a condizioni meteorologiche. La reazione al GSE non si è fatta attendere.

«La nota – affermano da ANIE, la Federazione delle imprese elettriche ed elettroniche – evidenzia come sia ormai necessario e urgente il completamento del processo di normazione tecnica e regolazione delle modalità di connessione alla rete dei sistemi di accumulo per l’ottimizzazione dell’energia autoprodotta dagli impianti a fonte rinnovabile in bassa e media tensione», e aggiunge Nicola Cosciani, Presidente Gruppo Sistemi di Accumulo, ANIE Energia «è evidente che c’è un forte interesse da parte degli operatori di mercato a installare i sistemi di accumulo nell’ambito degli impianti a fonti rinnovabili per migliorare l’autoconsumo e, quindi, ridurre i costi dell’energia elettrica».

Vediamo una panoramica della normativa oggi in vigore a cominciare dalle linee guida che sono:

  • D.Igs. 3 marzo 2011, n. 28 Attuazione della direttiva 2009/28/ CE sulla promozione dell’uso dell’ener­gia da fonti rinnovabili, recante modi­fica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE;
  • D.Igs. 1 giugno 2011, n. 93 Attuazione delle direttive 2009/72/ CE, 2009/73/CE e 2008/92/CE relative a norme comuni per il mer­cato interno dell’energia elettrica, del gas naturale e a una procedura comunitaria sulla trasparenza dei prezzi al consumatore finale indu­striale di gas e di energia elettrica, nonché abrogazione delle direttive 2003/54/CE e 2003/55/CE;
  • Delib. AEEG ARG/elt 199/11 Disposizioni dell’Autorità per l’ener­gia elettrica e il gas per l’erogazione dei servizi di trasmissione, distribu­zione e misura dell’energia elettrica per il periodo di regolazione 2012­2015 e disposizioni in materia di condizioni economiche per l’erogazio­ne del servizio di connessione.

Mentre per quanto riguarda i meccanismi incentivanti abbiamo:

  • Delib. AEEG ARG/elt 199/11 (Allegato A – TIT) Testo integrato delle disposizioni dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas per l’erogazione dei servizi di trasmissione e distribuzione dell’ener­gia elettrica (periodo di regolazione 2012-2015);
  • Delib. AEEG ARG/elt 39/10 Procedura e criteri di selezione degli investimenti ammessi al trattamento incentivante di cui al comma 11.4 lettera d) dell’Allegato ad alla delibe­razione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas 29 dicembre 2007, n. 348/07;
  • Delib. AEEG 288/2012/R/eel Procedura e criteri di selezione dei progetti pilota relativi ai sistemi di accumulo ammessi al trattamento incentivante;
  • Determina AEEG 8/2012 Presentazione delle istanze di am­missione dei progetti pilota relativi ai sistemi di accumulo al trattamento incentivante di cui al comma 1.5 della deliberazione 12 luglio 2012, 288/2012/R/ee;
  • Delib. AEEG 43/2013/R/eel Approvazione dei progetti pilota relati­vi ai sistemi di accumulo da realizzarsi sulla rete di trasmissione nazionale, rientranti nel Programma di Adegua­mento dei sistemi di sicurezza e dife­sa 2012-2015;
  • Delib. AEEG 66/2013/R/eel Approvazione di progetti pilota relativi ai sistemi di accumulo da realizzarsi sulla rete di trasmissione nazionale, rientranti nel Piano di Sviluppo 2011, approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

e infine abbiamo un’altra serie di provvedimenti connessi che interessano il settore:

  • Regole Tecniche di Connessione AT, MT e BT;
  • A.17: Sistemi di controllo e protezione delle centrali eoliche [Prescrizioni tecniche per la connessione]) A.68 Impianti di produzione fotovoltaica – Requisiti minimi per la connessione e l’esercizio in parallelo con la rete AT CEI 0-16: Regola tecnica di riferimen­to per la connessione di Utenti attivi e passivi alle reti AT e MT delle impre­se distributrici di energia elettrica CEI 0-21: Regola tecnica di riferime, per la connessione di Utenti attivi e passivi alle reti BT delle imprese distributrici di energia elettrica;
  • Delib. ARG/elt 160/11 Avvio di procedimento per la formazione di provvedimenti in materia di regolazione del servizio di dispacciamento;
  • Delib. AEEG ARG/elt 198/11 (TIQE). Testo integrato della regolazione della qualità dei servizi di distribuzione e misura dell’energia elettrica – Periodo di regolazione 2012-2015;
  • Delib. 84/2012/R/eel e s.m.i. Interventi urgenti relativi agli impianti di produzione di energia elettrica, con particolare riferimento alla genera­zione distribuita, per garantire la sicu­rezza del sistema elettrico nazionale;
  • D.min. 5 luglio 2012 Attuazione dell’art. 25 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, recante incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici (Quinto Conto Energia);
  • Delib. AEEG 281/201 2/R/efr e s.m.i. Revisione del servizio di dispacciamento dell’energia elettrica per le unità di produzione di energia elettrica alimentate da fonti rinnovabili non programmabili.

Vediamo a livello sintetico che quadro offre questo complesso normativo. Le linee guida sanciscono una serie indirizzi importanti quali l’integrazione dei sistemi in quadro complessivo quale quello delle rinnovabili non programmabili, la possibilità di realizzare e gestire questi sistemi da parte del gestore della rete e dei distributori d’elettricità, la proposta di riconoscimenti tariffari sul fronte dell’accumulo elettrochimico all’interno degli investimenti della rete di trasmissione nazionale, la conferma del ruolo di punta e di guida delle tecnologie basate sulle batterie e la necessità di testare i sistemi per consentirne lo sviluppo tecnologico.

Per quanto riguarda gli incentivi questi sono accessibili ai soli “soggetti regolati”, facendo riferimento a una serie di progetti pilota e nel periodo 2012-2015. Agli interventi relativi al sistema di trasmissione viene riconosciuta una remunerazione del capitale netto dell’8,4% con una maggiorazione del 2% per 12 anni, per investimenti pilota con accumulo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, mentre per gli investimenti relativi al sistema di distribuzione il tasso di remunerazione è del 8,6% con un tasso aggiuntivo del 2% per i progetti pilota che rispettino determinati criteri di selezioni che devono essere ancora definiti dall’AEEG.

Le intenzioni del legislatore, quindi, sono state quelle di testare, con una serie di oculati interventi dei progetti pilota su tecnologie promettenti, con un occhio a quello che sarà il punto centrale, l’ottimizzazione della produzione da fonti rinnovabili, ma nel frattempo il segmento sta correndo veloce e di ciò sono consci i tedeschi che hanno incentivato l’accumulo domestico accoppiato a sistemi a fonti rinnovabili per il 30% in conto capitale.

In Italia, e anche in altri paesi, sta però montando la fronda di produttori e distributori elettrici che vedono una possibile erosione del mercato energetico dovuta ai sistemi d’accumulo per autoconsumo, questione che sarà al centro del dibattito, e dello scontro, nei prossimi mesi. Non deve ripetersi, infatti, ciò che è accaduto per i Seu che aspettano il pronunciamento dell’AEEG da cinque anni. I prossimi dodici mesi saranno cruciali per l’accumulo in Italia e in mancanza di un quadro regolatorio certo, completo, competitivo e incentivante rischiamo di perdere l’ennesimo treno industriale. Con tutte le conseguenze del caso.

8 ottobre 2013
I vostri commenti
roberto ermanis, domenica 24 luglio 2016 alle18:55 ha scritto: rispondi »

Se mi permettete c'è un aspetto che non viene tenuto nella giusta considerazione. Attualmente la Nissan e la Tesla stanno commercializzando i loro sistemi di accumulo utilizzando le batterie delle macchine. Tali batterie, si legge, non sono più adatte alle macchine, ma possono avere una nuova vita grazie a questa iniziativa. In altre parole si stanno riciclando delle batterie che vengono a costare all'utente finale circa mille euro al kw. Se le suddette batterie fossero smaltite come tutte le altre quanto verrebbero a spendere queste due case automobilistiche? Premesso questo credo che sarebbe opportuno che ci fosse da parte di Nissan e Tesla una maggior coscienza civica che non può essere un dovere per il solo cittadino. Da questo poi nascerebbe o potrebbe nascere un mercato dai risvolti occupazionali interessanti.

Di Tommaso Agostino, venerdì 6 marzo 2015 alle12:27 ha scritto: rispondi »

Ho già un Impianto Fotovoltaico da 6.75 Kw. e mi interesserebbe a quando può o potrebbe costarmi pe un Impianto di accumulo e a chi potrei rivolgermi Grazie in anticipo per una chiara risposta A.Di Tommaso+

beppe, lunedì 28 aprile 2014 alle11:22 ha scritto: rispondi »

sono 8 mesi che uso fotovoltaico ,volevo un chiarimento sul sistema accumulo batterie ultima generazione,più costi.

ziomaul, martedì 8 ottobre 2013 alle23:08 ha scritto: rispondi »

Il fatto che, salvo avere un enorme impianto da megawatt, accumulare corrente di notte e rivenderla con gli incentivi di giorno uno CI RIMETTE DEI SOLDI! Infatti bisogna calcolare il costo batterie e annessi e il divario di guadagno tra notte e giorno + incentivi è troppo poco per guadagnarci, anzi ci si rimette. Se non ci credete fate i calcoli!!! Insomma pare che al GSE i siano dei belle teste di c. Ciao

Lascia un commento