Buona parte dei nuovi sviluppi in ambito di tecnologia e scienza si stanno concentrando sull’indagine delle proprietà delle sostanze naturali in sostituzione dei materiali ad alto impatto, che vengono utilizzati oggi nei dispositivi più all’avanguardia. L’ultima scoperta viene dalla McMaster University: sono stati realizzati dei dispositivi di accumulo di energia costituiti da nanoparticelle intrappolate in una rete di nanocellulosa.

A capo della ricerca, che è stata pubblicata sulla rivista scientifica Advanced Materials, Emily Cranston, assistente di Ingegneria chimica e Igor Zhitomirsky, professore di Scienza dei materiali e Ingegneria, entrambi presso la McMaster University. Hanno utilizzato la cellulosa, importantissimo polisaccaride presente in natura nelle piante, nelle alghe e anche in alcuni tipi di batteri, un materiale resistente e molto flessibile. In particolare si è fatto ricorso a dei nanocristalli di cellulosa, delle specie di lunghi chicchi di riso dalle dimensioni nanometriche, che sono stati incollati in alcuni punti creando una struttura reticolare con molti spazi aperti.

Il materiale risulta quindi leggero, riesce a raggiungere elevate densità di potenza e ha la capacità di caricarsi più velocemente rispetto alle classiche batterie ricaricabili, grazie anche alle nanoparticelle funzionali intrappolate all’interno della struttura. Tutto questo con materiali a basso impatto ambientale. La professoressa Emily Cranston spiega cosa questa scoperta rappresenti per il futuro:

Questo significa anticipare le future esigenze tecnologiche e contare su materiali che sono più rispettosi dell’ambiente, non più sulla base di risorse in esaurimento.

Questo tipo di condensatori sono particolarmente adatti per esser utilizzati nei veicoli ibridi ed elettrici.

I dispositivi di ricarica rapida consentono un notevole risparmio energetico perché possono accumulare energia in frenata e rilasciarla in fase di accelerazione. Si prestano bene però anche in molti tipi di dispositivi portatili e indossabili, proprio per la loro leggerezza ed efficienza.

7 ottobre 2015
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I vostri commenti
Maurizio, giovedì 8 ottobre 2015 alle16:09 ha scritto: rispondi »

Questo significa che, dopo aver spolpato il sottosuolo, andremo ancor più a deforestare per ottenere la cellulosa?

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