Gli scaldacqua elettrici potrebbero offrire un grande contributo alla stabilità delle smart grid. I comuni boiler protrebbero essere utilizzati come sistemi di accumulo domestici, permettendo di integrare nella rete le fonti rinnovabili non programmabili. A rivelare le potenzialità nascoste in un comune scaldabagno è una recente analisi realizzata dal Brattle Group, dal titolo “La batteria nascosta. Opportunità degli scaldacqua elettrici”.

Secondo gli analisti se lo scaldabagno prelevasse elettricità dalla rete soltanto nelle fasce orarie più convenienti, i vantaggi economici complessivi ammonterebbero a 200 dollari all’anno. La soluzione oltre a essere intelligente sarebbe molto competitiva. Gli utenti domestici potrebbero recuperare l’investimento iniziale sostenuto per l’adattamento degli scaldacqua in appena 5 anni.

Gli esperti fanno notare che l’aumento della fetta di energie rinnovabili nel mix energetico globale richiede lo sviluppo di soluzioni avanzate e alternative. Per far fronte alla fornitura intermittente di elettricità tipica dell’eolico e del fotovoltaico occorrerà scovare sistemi che siano allo stesso tempo economici, sostenibili e competitivi per la produzione commerciale.

I boiler elettrici potrebbero essere un ottimo sistema per garantire stabilità alla rete. Solo negli Stati Uniti si contano oltre 50 milioni di scaldacqua. L’acqua presente nel serbatoio potrebbe essere riscaldata per immagazzinare energia termica, riducendo i prelievi dalla rete nei momenti in cui la richiesta è più alta.

I ricercatori spiegano che le tecnologie disponibili sul mercato sono già in grado di integrare i boiler alla rete. Oltre a garantire più stabilità alla rete elettrica e a ridurre la spesa energetica, l’utilizzo degli scaldabagno come sistemi di accumulo diminuirebbe le emissioni legate ai consumi di acqua calda domestici.

Negli Stati Uniti i boiler sono responsabili del 9% dei consumi energetici residenziali. L’installazione di software capaci di connettere gli scaldacqua alla rete potrebbe far risparmiare 3,6 miliardi di dollari all’anno. Secondo una stima effettuata dal Rocky Mountain Institute una migliore gestione dei carichi della rete complessivamente potrebbe fruttare risparmi per 13 miliardi di dollari all’anno.

26 febbraio 2016
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Gianni Catalfamo, venerdì 26 febbraio 2016 alle18:49 ha scritto: rispondi »

Sarebbe interessante leggere la ricerca. E' disponibile un PDF o un link? Grazie

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