L’apporto del fotovoltaico e dell’eolico nel mix energetico globale potrà crescere senza scossoni per la stabilità della rete elettrica soltanto incentivando i sistemi di accumulo. A sostenerlo è un recente studio firmato dai ricercatori della University of East Anglia pubblicato sulla rivista Applied Energy.

Gli autori spiegano come contenere la volatilità dei prezzi dell’energia, correlata alla produzione estremamente variabile delle fonti rinnovabili. I Paesi che stanno riducendo gli incentivi alle rinnovabili, per via del mercato ormai maturo e dei costi sempre più bassi delle tecnologie pulite, dovrebbero dirottarli sui sistemi di stoccaggio: dalle batterie agli impianti di pompaggio idroelettrico.

Il team guidato da Dimitris Zafirakis e Konstantinos Chalvatzis ha esaminato i benefici finanziari dei sistemi di accumulo in diversi mercati elettrici europei, prendendo in considerazione varie tecnologie e strategie di mercato. Dall’analisi è emerso che i profitti derivanti dalla vendita dell’energia stoccata, acquistata a basso costo nei momenti di massimo picco, non sono sufficienti a ripagare gli investimenti.

L’apporto dei sussidi statali risulta pertanto determinante per permettere una decarbonizzazione dell’industria elettrica. Chalvatzis è convinto che con le giuste politiche le fonti pulite potranno soddisfare il 100% del fabbisogno energetico:

I sussidi alle fonti rinnovabili vanno regolati perché le tecnologie pulite hanno raggiunto la maturità, ma ora bisogna sovvenzionare lo stoccaggio. I sistemi di accumulo sono indispensabili per sfruttare il pieno potenziale delle rinnovabili.

L’esperto cita i recenti traguardi raggiunti dal Portogallo e dalla Germania, che per brevi periodi sono riusciti ad alimentare la rete elettrica esclusivamente con fonti rinnovabili.

Eventi reputati eccezionali che sono destinati a diventare la norma nei prossimi anni. I Paesi faranno sempre più affidamento sul fotovoltaico e sull’eolico per soddisfare il fabbisogno elettrico senza incrementare le emissioni di gas serra.

A dispetto di queste tendenze, gli investimenti nei sistemi di accumulo procedono ancora a rilento per via dei costi alti delle varie tecnologie presenti sul mercato. Lo studio sostiene che accelerarne la diffusione tramite sussidi statali garantirebbe una maggiore stabilità alle reti elettriche e ridurrebbe ulteriormente i prezzi dell’energia pulita.

30 maggio 2016
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