Nei prossimi anni il mercato dei sistemi di accumulo elettrici domestici conoscerà una grande espansione, fino a raggiungere una capacità installata di 3,7 GW nel 2025. I mercati più promettenti saranno l’Australia, la Germania, il Giappone e gli Stati Uniti, che insieme deterranno una fetta dell’80% del mercato globale. A sostenerlo sono gli analisti dell’istituto di ricerche di mercato Navigant Research.

Secondo gli esperti la capacità installata nei sistemi di accumulo residenziali, che attualmente è di appena 94 MW, in meno di 10 anni arriverà a sfiorare i 4 GW. Un vero e proprio boom trainato soprattutto dalla riduzione dei costi delle batterie domestiche. Costi che risultano in calo anche nelle soluzioni per lo stoccaggio destinate agli utenti commerciali, in grado di ridurre i prelievi dalla rete nei momenti di picco dei consumi aziendali.

A determinare il crollo dei costi delle batterie al litio negli ultimi anni è stata l’industria automobilistica, che ha investito milioni di euro nella ricerca di sistemi di accumulo più efficienti e competitivi per alimentare le auto elettriche.

Un altro fattore determinante è stato l’espansione degli impianti fotovoltaici residenziali. Il fotovoltaico domestico, a differenza del solare su scala industriale, negli ultimi anni ha retto bene alla crisi di nuove installazioni, perché risponde all’esigenza di milioni di utenti interessati a tagliare i costi della bolletta energetica.

Per non sprecare l’energia pulita generata dall’impianto nei momenti di massimo picco, molti consumatori hanno deciso di abbinare ai pannelli fotovoltaici un sistema di accumulo, anche approfittando dell’aumento dell’offerta sul mercato e degli incentivi erogati in alcuni Paesi.

Il boom dei sistemi di accumulo elettrici domestici potrebbe risultare vantaggioso anche per i distributori energetici. Le batterie potrebbero essere infatti impiegate per rendere più stabile la rete, ricorrendo all’energia immagazzinata dagli utenti per ridurre la pressione sui sistemi elettrici nei momenti di massima richiesta. Una soluzione nettamente meno costosa e a basso impatto, rispetto alla costruzione di nuove centrali termoelettriche e allo sviluppo di linee ad alta tensione.

15 luglio 2016
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I vostri commenti
NICOLA SPANO', venerdì 15 luglio 2016 alle16:53 ha scritto: rispondi »

L'interessante scenario dell'accumulo domestico di ENERGIA ELETTRICA CONTINUA mediante un pool di batterie del tipo LiFePO4 o semplicemte Pb Acido sebbene dal punto di vista scientifico penso sia chiaro a molti, in realtà in Italia non suscita l'entusiasmo del neofita. La questione è chiara, non vi è abbastanza informazione sia della classe scientifica ma anche di quella economica/commerciale . La problematica dell'informazione poco diffusa è tutta italiana , infatti sono moltissimi i cittadini del SUD o del NORD che possiedono case isolate, in CAMPAGNA, AL MARE, NELLE ISOLE. Se costoro venissero "avvicinati" in modo non aggressivo dalla ditte che commercializzano sistemi fotovoltaici e da quelli che si interessano di accumulo si potrebbero avere fatturati consistenti nelle Energie Rinnovabili nel giro di pochi anni. Pertanto consiglierei una politica di trasmissione di competenze al di la del beneficio economico e della sostenibilità ambientale. Una convinzione scientifica non si acquisiscve in un baleno ma necessita di un continuo di dimostrazioni reali ovvero di esperimenti che non contraddicono la teoria. Pertanto se nel corso del progetto, per esempio di un sistema fotovoltaico, si implementassero anche le problematiche dell'accumulo con tutte le ulteriori deviazioni per giungere ad un risultato soddisfacente per il SINGOLO UTENTE si potrebbero creare le condizioni per rendere il mercato dell'energia più fluido e più flessibile.

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