Sono stati firmati ieri dai ministri delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, e dei Beni e delle Attività Culturali, Dario Franceschini, tre protocolli d’intesa sulla ciclabilità che rientrano nel nuovo sistema delle ciclovie turistiche nazionali previsto dalla legge di Stabilità per il 2016.

Presenti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dove è avvenuta la sottoscrizione, anche Roberto Maroni per la Regione Lombardia, Luca Zaia per il Veneto, la vicepresidente Elisabetta Gualmini per l’Emilia Romagna, il vicepresidente Fulvio Bonavitacola per la Campania, l’assessore Francesco Balocco per il Piemonte, l’assessore Nicola Benedetto per la Basilicata e l’assessore Antonio Nunziante per la Puglia.

I tre protocolli riguardano la Ciclovia VenTo da Venezia a Torino, la Ciclovia del Sole da Verona a Firenze e la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese da Caposele (in provincia di Avellino) a Santa Maria di Leuca (in provincia di Lecce). A queste si aggiunge il GRAB (Grande Raccordo Anulare delle Biciclette) che è stato inserito nella legge di Stabilità 2016 e sul cui protocollo stanno lavorando MIT e MIBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) insieme al Comune di Roma.

Per la realizzazione prioritaria di queste opere sono già stati stanziati 91 milioni di euro, 17 milioni per il 2016, 37 milioni per il 2017 e 37 per il 2018. Altri fondi arriveranno dalle Regioni e dagli altri enti territoriali. L’apertura dei primi cantieri è prevista per il 2017, mentre tutto dovrà essere concluso per il 2018.

Si tratta di 1.500 chilometri che si aggiungono ai percorsi già esistenti che permettono un turismo slow e sostenibile, un’opportunità per incentivare il settore in modo ecologico, rendendo la fruizione delle nostre peculiari bellezze naturali e architettoniche, ancora più speciale. Il ministro Delrio ha commentato così l’accordo:

È un giorno per noi molto importante, vogliamo riportare la bicicletta come mezzo di turismo e non solo di trasporto.

La scelta dei percorsi ai quali dare la precedenza è arrivata seguendo le indicazioni della rete ciclabile europea Eurovelo, ma anche valutando il Piano Straordinario per la Mobilità Turistica del MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), del MIBACT e delle Regioni, non senza aver analizzato il contributo dato da associazioni, privati ed enti sul territorio, che hanno saputo suggerire ricuciture e connessioni locali per la valorizzazione dell’ambiente, ma anche per la sicurezza.

Il ministro Franceschini spiega come tutto si inserisca in un quadro dove le parole si fermano e si passa ai fatti, per recuperare un patrimonio del nostro Paese, che merita di vedere nuova luce:

Non stiamo facendo annunci ma realizzando cose molto concrete per il turismo italiano che è in crescita. Dopo i fari, le case cantoniere e le ferrovie storiche ora puntiamo alle ciclovie, modello eccellente di turismo sostenibile.

28 luglio 2016
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