Nuove pesanti accuse per le sigarette elettroniche. I liquidi utilizzati per le ricariche delle e-cig conterrebbero secondo l’Università di Napoli Federico II quantità sopra i limiti di piombo e arsenico. Le analisi hanno riguardato circa 30 differenti marche di prodotti per il fumo elettronico.

Sigarette elettroniche quindi di nuovo al centro di polemiche sulla loro presunta pericolosità. Di nuovo è la presenza di metalli pesanti come il piombo e l’arsenico, ma anche cromo e altre sostanze ritenute cancerogene, a spingere verso una più stretta regolamentazione di tali prodotti. In questo caso lo studio è stato commissionato dall’associazione Salvagente, che già la scorsa estate aveva sollevato la questione relativa ai composti liquidi destinati alla ricarica delle e-cig.

Dai campioni analizzati le concentrazioni di piombo sono risultate superiori ai limiti previsti per l’acqua in tutti i campioni, mentre 12 su 30 contenevano valori superiori a quelli presenti di norma nel sangue umano. Sale a 20 il numero delle marche che superano i livelli di presenza di arsenico e altri metalli.

La comunità scientifica resta al momento divisa sulla strada da seguire per uscire dalla situazione di incertezza che vive in questo momento l’Italia. Clima analogo a quanto si sta registra in Francia, dove dati vicini a quelli dell’Università di Napoli Federico II sono stati resi noti appena pochi giorni fa.

In difesa dei produttori associati si leva l’ANaFE (Associazione Nazionale Fumo Elettronico), sostendo come i propri affiliati siano in piena regola con le attuali normative e che siano favorevoli all’introduzione di regolamentazioni chiare e stabili. Controlli a tappeto chiede invece il Codacons, che tramite il suo presidente Carlo Rienzi invoca l’intervento tempestivo del Ministero della Salute e maggiore attenzione alla sicurezza pubblica:

Non vogliamo demonizzare le sigarette elettroniche, ma in assenza di certezze e regole precise sulle sostanze contenute nei liquidi e sulle possibili conseguenze per la salute derivanti dall’inalazione delle stesse, devono essere ritirati dal mercato quei prodotti che contengono al loro interno sostanze pericolose per la salute umana.

5 settembre 2013
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I vostri commenti
Luciano, venerdì 6 settembre 2013 alle11:25 ha scritto: rispondi »

Ma perchè quando si parla di "marche" di e-cig dannose, non si scrivono a chiare lettere QUALI sono queste marche?? Il consumatore provvederebbe anche da solo ad evitarle!! ormai ci sono più negozi di sigarette elettroniche che del pane in giro, la scelta è tanta e chi passa dalla sigaretta normale a quella elettronica i miglioramenti li VEDE!!

arturo terragni, venerdì 6 settembre 2013 alle10:32 ha scritto: rispondi »

basta dare delle regole chiare e fare dei controlli come sui prodotti alimentari, e poi siamo chiari tra i vapori delle e-cig ed il fumo normale ce ne corre! a meno di non voler mettere veleni nei liquidi delle e-cig

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