Dopo qualche mese di silenzio, torna in voga il tema delle sigarette elettroniche. Questa volta, però, la discussione non avviene in Italia – dove lo scorso anno si sono generate fittissime polemiche tra sostenitori e detrattori – ma a livello internazionale. 50 tra esperti e scienziati hanno scritto all’OMS per chiedere che le e-Cig non vengano considerate prodotto da tabacco alla stregua delle normali sigarette, perché potrebbero essere d’aiuto a salvare un gran numero di vite, pur considerandone anche gli aspetti più controversi.

Il tutto nascerebbe da un documento, tutt’altro che ufficiale, a quanto pare firmato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Un leak, la cui veridicità non è ancora stata provata, dove l’OMS avrebbe marcato le sigarette elettroniche come una minaccia per la salute alla stregua degli altri prodotti a base di tabacco. Un fatto che ha spinto molti studiosi ad agire preventivamente, affinché l’OMS riconsideri le sue opinioni, qualora quest’ultime fossero davvero comprovate.

Sebbene l’OMS abbia affermato che una decisione definitiva per le raccomandazioni d’uso non sia stata ancora ufficialmente presa, è facile comprendere perché vi sia una corrente che considera questo strumento in qualche modo pericoloso. Pur riconoscendo come gli effetti siano estremamente ridotti rispetto alle normali bionde, i dubbi permangono su due elementi. Il primo è l’inalazione di nicotina che, pur privata di altre migliaia di sostanze nocive presenti nelle normali sigarette, genera comunque dipendenza. La seconda è sulla gestione delle ricariche: non vi sarebbe un’informazione completa sul corretto utilizzo dei liquidi, soprattutto nei casi di versamento e di pericoloso assorbimento transdermico. A queste si aggiungono anche le possibili reazioni di blanda intolleranza ad alcuni aromi o fluidi, che suggerirebbero una maggiore regolamentazione del mercato e una più rigida certificazione dei produttori. In via del tutto cautelativa, e riconoscendo comunque gli effetti avversi ridotti, si crede l’OMS voglia orientarsi per marcare il prodotto come potenzialmente pericoloso.

Non la pensano allo stesso modo, però, 50 tra scienziati ed esperti sparsi per il globo, che si sono riuniti in un’accorata lettera all’indirizzo della stessa OMS. Al netto dei rischi, infatti, l’uso delle sigarette elettroniche si caratterizzerebbe per un nugolo di benefici ineguagliabili. Nella constatazione di come sia impossibile convincere tutti i fumatori a rinunciare al vizio, le e-Cig non peserebbero irrimediabilmente sulla salute dei polmoni, né sottoporrebbero il consumatore all’esposizione a migliaia di sostanze tossiche. Inoltre, i dispositivi sarebbero visti come dei validi strumenti per iniziare una strategia di allontanamento dalla nicotina, per un percorso di benessere progressivo. In altre parole, sarebbe giusto informare gli acquirenti su corrette modalità d’uso e potenziali rischi, ma considerare questi prodotti alla stregua di qualsiasi altro ritrovato a base di tabacco risulterebbe concettualmente sbagliato. “Le sigarette elettroniche potrebbero salvare milioni di vite”, spiegano, errato sarebbe limitarle per un eccesso di cautela.

Se si decidesse di trattare i prodotti di nicotina a basso rischio come ritrovati di tabacco tradizionali, li si definirebbe impropriamente come parte del problema.

Fra i firmatari Robert West, esperto psicologo in tecniche per la cessazione del vizio del fumo presso l’University College di London, e molti rappresentanti del National Institute For Health And Care Excellence (NICE), che si occupano di stilare le linee guida sui danni derivanti dall’uso di tabacco. Sebbene studi estensivi sugli effetti e le qualità delle e-Cig siano ancora tuttora in corso, gli studiosi spiegano come i primi dati a disposizione dimostrino un tasso di rinuncia alla nicotina del 60% più alto fra i consumatori di elettroniche rispetto ai fumatori analogici.

La risposta dell’OMS non si è fatta però attendere, così come si evince dalle dichiarazioni di un portavoce alla BBC. L’organizzazione starebbe attualmente lavorando alle raccomandazioni per i governi, qualsiasi indiscrezione trapelata anzitempo non risulterebbe sufficientemente affidabile:

È uno stralcio di un paper che verrà sottoposto alle parti alla prossima convenzione quadro sul controllo del tabacco, entro la fine dell’anno. Stiamo anche lavorando con i corpi legislativi nazionali per analizzare le varie opzioni di regolamentazione, così con esperti tossicologi, per comprendere al meglio il possibile impatto delle sigarette elettroniche e di simili dispositivi sulla salute.

29 maggio 2014
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BBC
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I vostri commenti
luigi, lunedì 9 giugno 2014 alle11:35 ha scritto: rispondi »

Articolo equilibrato e ben scritto: finalmente qualcosa di corretto

FumoMeglio.it, giovedì 5 giugno 2014 alle7:56 ha scritto: rispondi »

Per la prima volta il consumo delle sigarette tradizionali scende e questo anche grazie alle sigarette elettroniche. Ma questo dato positivo sembra non essere preso in considerazione. Chi come noi opera nel settore delle sigarette elettroniche conosce bene come molti fumatori abbiano smesso proprio grazie alla sigaretta elettronica.

carolus, venerdì 30 maggio 2014 alle11:59 ha scritto: rispondi »

La caccia alle streghe ( i fumatori di sigarette) continua e si accanisce sempre di più. Nel frattempo gli ipocriti premono per liberalizzare l'uso delle droghe, non fanno nulla per raccontare le conseguenze dell'uso di alcool cui si intensifica la pubblicità in tutti i film.

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