Le sigarette elettroniche provocherebbero danni al DNA come accade con il tabacco. Il liquido a base di nicotina presente in questi dispositivi potrebbe causare dei problemi di salute, perché le mutazioni porterebbero anche allo sviluppo di tumori. Continua il dibattito sulla sicurezza delle sigarette elettroniche dopo uno studio condotto dagli esperti dell’Università del Connecticut.

Secondo i risultati della ricerca i danni al DNA causati dalle sigarette elettroniche dipenderebbero anche dalla quantità di vapore che l’utente inala e dall’eventuale presenza di additivi. Gli scienziati avvertono che questi dispositivi potrebbero non essere innocui come si pensa.

L’autore principale dello studio ha rivelato di essere rimasto sorpreso dai risultati e di aver ripetuto l’esperimento, ottenendo le stesse conclusioni. Le e-cig riscaldano un liquido che contiene solitamente nicotina e prodotti chimici, e viene prodotto un vapore che gli utenti possono inalare.

Non tutti sono d’accordo con questi risultati. Un portavoce dell’United Kingdom Vaping Industry Association ha affermato che le ultime analisi dimostrerebbero che le sigarette elettroniche siano meno nocive del fumo del 95%. Secondo la Cancer Research UK gli effetti a lungo termine sarebbero minimi.

Il Sistema Sanitario Nazionale del Regno Unito ha rivelato che le sigarette elettroniche non sono prive di rischi. Il liquido e il vapore possono contenere delle sostanze che risulterebbero potenzialmente dannose, anche se si tratta di livelli di rischio più bassi rispetto a quelli del fumo delle sigarette tradizionali. Si tratta di un prodotto ancora abbastanza nuovo, sul quale si possono avere delle informazioni complete solo dopo diversi anni di utilizzo da parte dei consumatori.

15 giugno 2017
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I vostri commenti
marcello, venerdì 16 giugno 2017 alle12:05 ha scritto: rispondi »

Le esalazioni della sigaretta elettronica potrebbero - sull'uomo, in teoria, se rispondesse come il ratto - aumentare il livello di colesterolo. "questo studio è preliminare, porta a deduzioni ma non a verità" tiene a sottolineare la Canistro

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