Sigarette elettroniche: pericoli per la salute e impatto ambientale

Le sigarette elettroniche stanno riscuotendo un successo sempre maggiore negli ultimi mesi. Complice la serie di accessori e il loro essere considerate ormai la “moda del momento”, tanto che il 5% dei loro clienti non ha è mai stato in precedenza un fumatore. La loro diffusione comincia però a generare anche un notevole malcontento tra i non fumatori e un crescente dibattito riguardo i possibili effetti nocivi per la salute. A dimostrarlo l’altrettanto rapido aumento dei divieti e delle limitazioni imposte al loro uso nei luoghi pubblici.

Capire meglio come funzionano, quali sono i punti di forza e i difetti riconducibili a questi piccoli apparecchi può certamente aiutare a far chiarezza sui reali effetti delle sigarette elettroniche. Sono dannose per l’ambiente? Quali gli effetti sui fumatori? Sono davvero meno nocive delle normali “bionde”? Partiamo dalla descrizione del loro funzionamento.

Come funzionano

Il funzionamento delle sigarette elettroniche non è particolarmente complesso. Vediamo innanzitutto di quali parti sono composte. All’esterno possono apparire sia con la forma di una consueta sigaretta che in differenti varianti, tra queste anche a forma di pipa in radica. L’interno è costituito da un filtro, un sensore, un microprocessore, un LED e una batteria, una cartuccia ricaricabile (contenente il liquido) e il cartomizzatore. Nei differenti modelli gli ultimi due elementi sono presenti in forma separata o integrata. Possono essere inoltre anche ricaricate con porta USB via computer. Passiamo ora al meccanismo vero e proprio.

Dal punto di vista del fumatore cambia poco o nulla rispetto alle normali sigarette, si accendono e si usano, mentre il funzionamento è piuttosto differente. Innanzitutto non c’è combustione, il materiale non brucia, ma avviene una vaporizzazione del liquido contenuto nella capsula. A regolare la temperatura dell’apparecchiatura è il microprocessore, che gestisce anche l’intensità del led. Ogni boccata porterà l’utilizzatore a inalare un vapore contenente sostanze come il glicole propilenico, il glicerolo, alcuni aromi alimentari e in certi casi anche nicotina.

Pregi

Che si tratti di sigarette normali, senza filtro o elettroniche, fumare è sempre una scelta e come tale necessita di essere consapevole. Vediamo quindi pregi e difetti di queste nuove apparecchiature, fermo restando l’invito, valido per tutti i fumatori, a scegliere una salutare interruzione dell’attività.

Uno dei pregi delle sigarette elettroniche rispetto a quelle tradizionali è il mancato rilascio di catrame. A questo si aggiunge l’assenza nel vapore inalato di additivi come l’azoto, l’ammoniaca, l’acetone, il benzolo, il cianuro, la formaldeide e non ultimo il monossido di carbonio. La presenza di nicotina è, anche quando prevista, inferiore rispetto alle “bionde”.

Difetti

La possibile presenza di nicotina nelle sigarette elettroniche, per quanto minore rispetto alle normali sigarette resta comunque uno dei principali difetti. Quando presente questa sostanza genera come di consueto dipendenza, rappresentando quindi un possibile danno per la salute del fumatore. A questo si aggiunge la presenza del glicole propilenico, un agente irritante per l’uomo se respirato in quantità significative. Questo apre inevitabilmente il discorso legato al fumo passivo e alla possibile presenza di più fumatori (o svapatori, come vengono definiti i fumatori delle “e-cigarettes”) all’interno della stessa area.

Si aggiungono poi le preoccupazioni espresse dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, a cui il ministro Renato Balduzzi si è rivolto. Secondo l’ISS il loro effetto sull’organismo non è ancora stato verificato con sufficiente chiarezza, mentre dubbi permangono anche sulla loro utilità per coloro che vorrebbero smettere di fumare:

L’efficacia è tutta da dimostrare, ma in ogni caso va trattata come tutti gli altri prodotti sostitutivi del fumo. Vale a dire come dispositivo medico.

Al momento mancano i controlli e le certificazioni necessari per poter equiparare questo nuovo prodotto con i cerotti e le gomme alla nicotina. In questo senso si muove l’ISS raccomandando che vengano inseriti, fino a nuove disposizioni all’interno delle confezioni foglietti illustrativi che espongano i potenziali rischi legati alle sigarette elettroniche. Chiara infine la posizione espressa da Balduzzi per quanto riguarda il suo dicastero:

L’Oms ritiene che sebbene i produttori vendano gli ENDS (Electronic Nicotine Delivery System) come dispositivi efficaci che aiutano a smettere di fumare, a oggi non esiste evidenza scientifica sufficiente a stabilirne la sicurezza d’uso e l’efficacia come metodo per la disassuefazione da fumo e andrebbero regolamentati come dispositivi medici o prodotti farmaceutici e non come prodotti da tabacco.

Un’ipotesi che potrebbe risultare percorribile in previsione di future certificazioni per le sigarette elettroniche potrebbe essere quella di regolamentare il contenuto di nicotina all’interno dei liquidi di ricarica, così da poter gradualmente portare a un’eliminazione della sostanza.

Utilizzo in gravidanza

L’impiego da parte delle donne durante la gravidanza è uno degli aspetti su cui maggiormente si dibatte. Gli effetti sulla salute derivati da questo tipo di fumo risultano a prima vista nettamente inferiori rispetto a quelli delle normali sigarette. Soprattutto per quanto riguarda le capsule ricaricate con liquido a 0mg di nicotina. Un adeguato studio dei rischi per le gestanti e per il nascituro non è stato ancora messo a punto, complice anche il tempo relativamente breve in cui queste apparecchiature hanno preso piede.

L’assenza di ricerche chiare in merito pone ancora come soluzione più sicura l’astinenza totale dal fumo, in generale la scelta più indicata per tutti. Qualora questa opzione risultasse non percorribile a causa di una vera e propria dipendenza fisiologica dal fumo causata dalla nicotina, le fumatrici potranno rivolgersi al loro medico curante e valutare insieme l’eventuale ricorso, come soluzione di ripiego, alle sigarette elettroniche.

Impatto sull’ambiente

Uno dei punti su cui insistono maggiormente i sostenitori di sigarette elettroniche è, oltre al supposto minore rischio per la salute, quello relativo al ridotto impatto ambientale. Basandosi sul possibile risparmio di sostanze tossiche rilasciate nell’ambiente dai mozziconi gettati un po’ ovunque dai fumatori tradizionali, la questione sembrerebbe risolta. Le e-cigarettes funzionano a batterie ricaricabili, così come sono le capsule contenenti il liquido da vaporizzare. Finché viene utilizzata quindi l’apparecchiatura sembrerebbe effettivamente produrre un minore inquinamento rispetto al fumatore tradizionale.

Il problema nascerebbe però al termine del suo ciclo vitale. Trattandosi di apparecchi funzionanti a batteria ricadono è inevitabile che le sigarette elettroniche ricadano nella categoria dei rifiuti elettronici. Se lo smaltimento per le batterie sembra cosa ben alla portata degli attuali sistemi di smaltimento, diverso è il discorso per quanto riguarda il resto. Gli attuali centri di smaltimento sono specializzati per lo più in rifiuti di largo consumo e sul mercato da una quantità di tempo ben maggiore delle e-cig. Questo rende al momento più difficile il loro trattamento post utilizzo e quindi rappresenta ancora un punto d’ombra riguardo l’effettiva sostenibilità ambientale del prodotto.

Studi a confronto

Due studi fino a ora si sono segnalati fra i pochi condotti sulle sigarette elettroniche. Nel primo caso si tratta di analisi svolte nel Regno Unito e promosse da una specifica marca produttrice, finita sotto l’occhio della brittannica Advertising Standards Authority (ASA) per via di uno spot. Nella pubblicità venivano promosse come “completamente innocue” le e-cigarettes dell’azienda, senza però secondo l’autorità presentare i dovuti studi al riguardo.

La risposta è arrivata attraverso lo studio condotto in Gran Bretagna e che ha sostanzialmente riportato come i valori nocivi delle sigarette elettroniche sarebbero notevolmente inferiori rispetto a quelli riportati dalle classiche. Secondo quanto riportato in una nota della compagnia:

È molto più sicuro fumare sigarette elettroniche rispetto alle normali sigarette e altrettanto sicuro in termini assoluti è risultato in tutte le misurazioni effettuate.

La documentazione prodotta sembra però non aver convinto del tutto l’Authority britannica, che ha così replicato al comunicato dell’azienda:

Abbiamo preso atto delle evidenze presentate dall’azienda, della forma delle revisioni e dei riferimenti ai singoli componenti e ai test effettuati sugli animali. Anche se non abbiamo visto gli studi nel loro complesso, abbiamo notato come le prove effettuate sul glicole propilenico vaporizzato sono state effettuate su bambini, che non corrispondono al target corretto relativo all’utilizzo di sigarette elettroniche, oltre a mostrare preoccupazione per il fatto che lo studia risulta in scala troppo ridotta e l’ingrediente testato non è chiaro se rifletta la composizione pubblicizzata con il prodotto. Non è infine chiaro se il metodo di inalazione utilizzato corrisponda a quello provato dagli utilizzatori finali dello stesso prodotto.

Lo studio condotto in Germania è invece frutto di test indipendenti realizzati dal Fraunhofer Institute for Wood Research di Monaco. La ricerca ha cercato di approfondire quali reazioni fisiche avvengono al momento dell’interazione dell’organismo con il vapore rilasciato dalle sigarette elettroniche, che abbiano o meno al loro interno una parte di nicotina. I dati raccolti riguardano i composti volatili organici (VOC) all’interno di un ambiente chiuso, per studiare i possibili effetti in locali pubblici o uffici, confrontandoli poi con i valori riportati dalle normali “bionde”. Queste le conclusioni dell’analisi, come spiega uno degli autori dello studio Tobias Schripp:

In generale, le emissioni di composti e particelle ultrafini quando si fuma una sigaretta elettronica sono state inferiori rispetto alle emissioni equivalenti di una sigaretta normale. Nella sigaretta elettronica le sostanze vaporizzate creano un aerosol di particelle ultrafini, che diventano ancora più sottili quando vengono inalate nei polmoni. Queste particelle si disperdono più velocemente dei gas derivanti dai processi di combustione delle particelle solide delle sigarette normali. Un inquinamento destinato a rimanere nell’aria circostante per un tempo considerevole.

Foto di Michael Dorausch

6 febbraio 2013
I vostri commenti
cri, giovedì 13 giugno 2013 alle20:48 ha scritto: rispondi »

che dire ... sarebbe meglio specificare quali liquidi sono stati analizzati.. altrimenti diventa solo una polemica senza fine, facendo di ogni erba un fascio..

Marco Grigis, giovedì 13 giugno 2013 alle11:30 ha scritto: rispondi »

È un argomento delicato, quando si toccano le ecig scattano i malumori. È evidente che le ecig facciano meno male, milioni di volte meno male, rispetto alle sigarette tradizionali. Fingere che siano "tutte sane" e che si tratti solo di "innocuo vapore" è però poco corretto, a discapito dei consumatori. Io le ho provate le ecig perché molto incuriosito ed entusiasmato, trainato anche da una zelante commessa che ne ha elencato i pregi. Risultato: dopo due giorni tonsille in fiamme, lingua anestetizzata, gengive sanguinanti, palato tagliuzzato, afte e candida. Secondo il medico, sono intollerante al PG (glicole propilenico). Ho provato quindi con liquidi solo VG, il risultato è un pochetto migliorato, ma non di tantissimo. Chi dice che il glicole propilenico "è sano perché è nei cosmesi e in medicina", dimentica però che in questi ambiti non viene inalato. E chi dice che la sigaretta elettronica è innocua, dimentica non solo come contenga nicotina - quindi come alimenti una dipendenza - ma anche VG e PG e degli aromi di volta in volta differenti di cui il consumatore non ha ben idea di cosa ci sia dentro. Ripeto, è milioni di volte più salutare della sigaretta normale, questo non è in discussione. Ma è altrettanto lecito - e non vedo perché lamentarsene - citarne anche i possibili effetti avversi e permettere al consumatore di conoscere nel dettaglio cosa contengono. Siamo nell'era del salutismo e del biologico, non mangiamo la lattuga se non sappiamo per filo e per segno come è stata coltivata, i biscotti se non abbiamo la lista completa di tutti gli ingredienti... e svapiamo un composto di cui, alla fin della fiera, non siam ben certi di cosa contenga? Ma esplicitate tutte queste cose, anche gli stessi svapatori non sarebbero più contenti di fruire della ecig consapevoli di tutto ciò che comporta?

Svapo.it, giovedì 13 giugno 2013 alle11:15 ha scritto: rispondi »

Avete ragione, molto meglio fumare le sigarette con nicotina E altre 4.000 sostanze tra cui più di 20 cancerogene. Avete proprio ragione... nel dubbio....

giu, lunedì 3 giugno 2013 alle16:21 ha scritto: rispondi »

Processore che regola la temperatura...fumo passivo e nicotina...glicole propilenico = agente irritante...Ma di che cosa state parlando??? delle sigarette elettroniche forse??? O forse esiste un mondo parallelo a cui siete collegati e in cui nelle e-sig c'è un processore che regola la temperatura, il fumo passivo è dato dalla nicotina ed il glicole è una sostanza irritante??? No dico...perchè in questo mondo nessuna esig ha una regolazione di temperatura ed il fumo passivo è definito come l'insieme di sostanze cancerogene che vengono fuori dalla combustione del tabacco (la nicotina non lo è!!!) ed il glicole è usato come conservante nell'industria alimentare e nella cosmetica ed in medicina e risulta tutt'altro che irritante...quindi...fate voi!

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