Sigarette elettroniche: non aiutano i fumatori a smettere

Le sigarette elettroniche sono oggetto da diverso tempo di varie controversie da parte della scienza. Alcuni sostengono che siano un ottimo modo per effettuare una vera e propria terapia sostitutiva della nicotina. Altri pareri non sono d’accordo e mettono in evidenza i possibili rischi in cui si potrebbe incorrere con l’utilizzo di questi accessori.

Quale è la verità sulle e-cig? Di recente sull’argomento è intervenuto il professor Kenneth Johnson, della Scuola di Epidemiologia e Sanità pubblica dell’Università di Ottawa. L’esperto sostiene che le sigarette elettroniche non aiuterebbero i fumatori a smettere, ma potrebbero avere l’effetto opposto.

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In un articolo sul British Medical Journal lo scienziato afferma che ritiene irresponsabile raccomandare le sigarette elettroniche per smettere di fumare, come attualmente avviene in diversi Paesi del mondo. Le e-cig non contengono le stesse sostanze presenti nel tabacco, ma secondo gli esperti avrebbero al loro interno delle sostanze chimiche ugualmente pericolose, come la nicotina e la formaldeide.

Alcuni studi hanno collegato in passato queste sostanze alla presenza di bronchiti e agli aborti. Altre prove hanno rilevato che gli aromi tossici potrebbero causare anche dei tumori. Il professor Johnson ha messo in evidenza i risultati di una ricerca del 2016, secondo la quale gli adolescenti che utilizzano le sigarette elettroniche avrebbero una probabilità di 12 volte più alta di utilizzare in seguito prodotti a base di tabacco.

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Le affermazioni di Johnson hanno scatenato un ampio dibattito nella comunità medica, con l’intervento di diversi esperti, che affermano invece che le e-cig possono aiutare le persone a smettere di fumare. Paul Aveyard, professore all’Università di Oxford sostiene:

Le prove suggeriscono che le sigarette elettroniche non stanno avvantaggiando l’industria del tabacco, perché il tasso di fumo sta diminuendo.

27 aprile 2018
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