Dalle sigarette elettroniche si aspira meno nicotina rispetto alle normali “bionde”. A sostenerlo un nuovo studio condotto dal laboratorio di analisi statunitense “Arista Laboratories” e presentato in questi giorni dalla Ovale, società italiana che produce e distribuisce “e-cig” a livello mondiale. Emersi anche due studi che sosterrebbero la sicurezza dei liquidi utilizzati nelle ricariche. Cautela viene però consigliata dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità).

Il controverso dibattito sulle sigarette elettroniche si arricchisce ora di nuovi risultati a sostegno degli svapatori (gli utilizzatori delle e-cig), con lo studio USA che stima in un terzo la nicotina aspirata da chi utilizza questo apparecchio rispetto ai fumatori tradizionali. La sostanza inalata equivarrebbe nei prodotti a maggiore concentrazione a 0,3 milligrammi, al di sotto del limite di legge rappresentato da 1 milligrammo e inferiore anche a quanto inalato con le “bionde” (0,9 milligrammi).

Si tratta tuttavia di studi specifici promossi da un’azienda produttrice sui propri dispositivi, quindi dati da prendere con le dovute precauzioni, che potrebbero non corrispondere a quelli di altri apparecchi. Risultati che andranno ad ogni modo ad arricchire il corpo di ricerca sulle sigarette elettroniche, permettendo così gli istituti di sanità di disporre di maggiori informazioni per stabilire la legislazione più opportuna per questi prodotti. A preoccupare è soprattutto la possibile presenza di metalli pesanti, la cui presenza in alcune ricariche analizzate ha dato il via ad alcune inchieste penali.

Per quanto riguarda invece l’efficacia nella riduzione della dipendenza dal fumo è possibilista il direttore scientifico dell’Istituto europeo di Oncologia Umberto Veronesi. L’oncologo invita, dal suo forum su Corrieri.it, a non chiudere la porta troppo in fretta alle e-cig, pur restando in attesa di dati certi sulle reali caratteristiche e potenzialità delle sigarette elettroniche:

Attualmente non abbiamo ancora i risultati degli studi che misurano l’efficacia delle sigarette elettroniche nella disassuefazione dal fumo: una dipendenza che causa ogni giorno, solo in Italia, più di cento morti. Credo che si debbano incoraggiare gli studi e le sperimentazioni in corso ed attendere i risultati. La sigaretta elettronica è uno strumento che può dare una mano e quando avremo a disposizione i dati sulla sua efficacia, potremo stabilire con chiarezza la sua validità. Nel frattempo, opporsi a questo mezzo sulla base di pure ipotesi, è un danno per il progresso della nostra conoscenza sulla disassuefazione.

23 luglio 2013
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I vostri commenti
Angelo, domenica 28 luglio 2013 alle20:57 ha scritto: rispondi »

Posso dire per esperienza personale che la sigaretta elettronica fa meno male delle sigarette tradizionali: ho comprato una Fumok e dopo averla usata per un paio di mesi mi sono accorto che avevo di nuovo fiato, e che la tosse mattutina non c'era più.

arturo terragni, martedì 23 luglio 2013 alle22:24 ha scritto: rispondi »

a mio avviso è da considerare che con la e-cig non si assumono catrame benzopirene e mono ossido di carbonio come con le normali sigarette a combustione elementi che sono cancerogeni

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